Il Gruppo San Donato sbarca in Botswana  

‘Campagna d’Africa’ per il Gruppo San Donato. Il colosso sanitario di proprietà della famiglia Rotelli annuncia la sigla di un Memorandum of understanding (Mou) con il governo del Botswana: un “accordo che apre la strada per una futura collaborazione tra il primo gruppo della sanità italiana e il Paese africano”.  

Lo hanno firmato i due vice presidenti Gsd, Paolo Rotelli e il manager svizzero-tunisino Kamel Ghribi (presidente Gsd Middle East)
, e il ministro della Salute del Botswana Alfred Madigele, che in questi giorni ha visitato gli Irccs Policlinico San Donato e ospedale San Raffaele, fiori all’occhiello del gruppo che nelle scorse settimane ha presentato la sua nuova governance con Angelino Alfano neo presidente della holding. “Obiettivo internazionalizzazione”, avevano motivato i vertici Gsd, in particolare verso “Medio Oriente, Russia e Africa”. Dopo i progetti già operativi negli Emirati Arabi Uniti (è dello scorso agosto l’accordo fra Gsd e un big ospedaliero locale), arriva oggi il Mou con il Botswana, mentre sono in corso dialoghi con Arabia Saudita, Russia e Mozambico. 

“Il governo del Botswana – spiegano da Gsd – è alla ricerca di partner qualificati per migliorare il proprio sistema ospedaliero e i termini del Mou appena siglato prevedono due ambiti di collaborazione: la formazione del personale medico, anche attraverso scambi tra i due Paesi, e la riqualificazione di alcune aree specialistiche dell’ospedale universitario della capitale Gaborone, quali l’Oncologia, la Cardiologia, l’Ortopedia, la Chirurgia generale, l’Urologia e l’Oftalmologia. Il problema che sta affrontando il Paese è infatti quello della carenza di personale medico altamente specializzato”.  

“Il Governo del Botswana, attraverso questa visita – dichiara Rotelli – vuole valutare se siamo un partner all’altezza del compito che ci viene richiesto, ovvero quello di gestire un nuovissimo ospedale dotato di tutte le tecnologie, ma dove manca un’adeguata formazione del personale medico, soprattutto nell’ambito dell’alta specialità”. Una struttura da 400 letti a Gaborone, capitale del Paese africano.  

Con la visita milanese agli Irccs Policlinico San Donato e ospedale San Raffaele “hanno potuto conoscere la nostra competenza, la nostra competitività – prosegue il manager – e hanno riscontrato in noi il supporto necessario per costruire in loco qualcosa che funzioni in maniera autonoma nel giro di una decina d’anni”.  

“L’economia del Botswana cresce del 5% l’anno – evidenzia ancora Rotelli – Hanno tante risorse, infrastrutture moderne e sono meta turistica. Hanno quindi tutte le carte in regola per avere una sanità che funzioni non solo territorialmente, ma anche per l’alta specialità. Inoltre il Paese si trova al centro di una zona che ha un bacino di 300 milioni di abitanti, quindi creare un centro che si occupi di patologie complesse in Botswana vuole dire creare un punto di riferimento per tutta l’Africa Centrale. Questo può essere per noi anche un mezzo per mostrare agli altri importanti Paesi dell’area cosa sappiamo fare e magari per ottenere nuovi contratti di questo tipo”.  

(Fonte: Adnkronos Salute)

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