Il ritorno dei voucher

Dopo le pressioni di Lega e Forza Italia per la loro reintroduzione in agricoltura e nei settori alberghiero e balneare, e le parziali aperture dei Cinque Stelle, i buoni lavoro potrebbero tornare durante l’esame parlamentare del "decreto dignità". Coldiretti: il provvedimento porterà 50.000 posti di lavoro stagionali nel comparto agricolo

agroalimentare

Saranno i lavoratori del settore agricolo i primi a firmare nuovamente un contratto stagionale con la formula dei voucher?
Lo sapremo nei prossimi giorni quando si concluderà l’esame del cosiddetto “decreto dignità”, ideato dalla compagine governativa Lega-M5S e fortemente voluto dal vicepremier Luigi Di Maio. Il testo del decreto, firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è infatti all’esame del Parlamento, che avrà ora 60 giorni per modificarlo e integrarlo anche con il tema del ritorno dei voucher.

Perché si parte dall’agricoltura
Occorre ricordare che a chiedere per primi il ripristino dei buoni lavoro, a partire proprio dal settore agricoltura, erano stati il vicepremier, Matteo Salvini, e il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio; quest’ultimo a fine giugno aveva dichiarato: «Al ministero abbiamo studiato e siamo pronti a reintrodurre i voucher, perché utili per combattere il lavoro in nero e rendere più efficaci i controlli. Il datore di lavoro potrà beneficiare di prestazioni lavorative in piena legalità e con coperture assicurative in caso di incidenti, mentre il lavoratore riceverà non solo un compenso esente da tasse, ma potrà accumulare i contributi per i trattamenti pensionistici».

Il fronte dei favorevoli
Una posizione, quella di Centinaio, condivisa poi dal vicepremier Di Maio e che ha trovato un’immediata sponda in Forza Italia: la senatrice Anna Maria Bernini, capo gruppo del partito degli azzurri al Senato, non solo si è dichiarata favorevole alla riattivazione dei voucher agricoli, ma si è anche spinta oltre, chiedendone l’impiego per una più ampia platea di lavoratori. «Da quando, nella scorsa legislatura, i voucher sono stati cancellati in modo demagogico, con il consenso di Di Maio e dei Cinque Stelle, si sono volatilizzati circa cinquecentomila occasioni di lavoro, è aumentato a dismisura il nero, i contributi previdenziali e assistenziali sono crollati e le difficoltà sono aumentate per tutti. Forza Italia intende rimediare a questa situazione che vede particolarmente colpiti i giovani e gli ultracinquantenni – ha affermato la senatrice Bernini, durante la presentazione in Senato di una proposta di legge che mira appunto a reintrodurre il sistema dei buoni-lavoro -. Ma saremo molto chiari nel fare una distinzione tra l’uso legittimo, anzi auspicabile, dello strumento dei voucher, e il suo abuso, che aveva portato certamente a un effetto drogato sul mercato del lavoro, indotto da un cattiva gestione dello strumento».

Numeri e prospettive
Sul fronte del mondo del lavoro la Coldiretti, una delle principali associazioni del comparto agricolo, manifesta piena adesione sulla riattivazione di questa formula contrattuale. «Con il ritorno dei voucher circa cinquantamila posti di lavoro occasionali possono essere recuperati con trasparenza nelle attività stagionali in campagna, dove con l’estate sono iniziate le attività di raccolta e presto ci sarà la vendemmia – afferma la Coldiretti in una nota stampa -. I voucher erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 per la vendemmia, proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi l’agricoltura è stata l’unico settore che è rimasto praticamente fedele all’originaria disciplina “sperimentale”, con tutte le iniziali limitazioni: solo lavoro stagionale e solo pensionati e studenti. Non è un caso che il numero di voucher impiegati in agricoltura sia praticamente rimasto stabile dal 2011, senza gli abusi che si sono verificati in altri settori».

«In agricoltura sono stati venduti nell’ultimo anno prima dell’abrogazione circa 2 milioni di voucher, più o meno gli stessi dei 5 anni precedenti, pari all’incirca a 350mila giornate/anno di lavoro, che hanno aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne», aggiunge la Coldiretti nel suo comunicato.

 

 

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