Il sistema dà fiducia alla Reggina di Gallo, il rivoluzionario

Riceviamo e pubblichiamo il contributo realizzato da Giusva Branca, membro dello staff della Reggina 1914

reggina

di Giusva Branca * 

“Io non “sento” la Reggina in giro, per le strade, è una sensazione bruttissima”.

Parole e musica di Luca Gallo, ancora presidente della Reggina solo in pectore, durante la sua prima visita sulla sponda orientale dello Stretto, al crepuscolo del 2018.

Ciò che Luca Gallo ha fatto per la Reggina e per Reggio in meno di tre mesi è ben noto e la conseguenza più evidente è stata il ritorno immediato della Reggina al centro dei discorsi, ad essere il fulcro dell’attenzione, del “sentire” collettivo.

Che si parli di Bellomo o di Strambelli, del marchio o dello stadio, poco cambia, il dato resta questo, la Reggina è centrale, imprescindibile ovunque; la senti, la respiri.

Il giorno che ieri si avviava a salutare portava con sè la stanchezza del quotidiano lasciandosi alle spalle il brusio dei bar, delle persone in piazza o di chi aspetta l’autobus, ma no, non era un giovedì come gli altri: la vittoria travolgente degli amaranto sul Catania aveva ridato fiamme alte a un fuoco mai spento, ma ieri era il giorno del giudizio, il giorno in cui da Roma l’incubo delle penalizzazioni che Gallo si è ritrovato in eredità scomoda, poteva quasi svanire o pietrificarsi per sempre.

E’ stato un sussurrare, un passaparola accennato, quasi a non disturbare, in equilibrio tra discrezione e scaramanzia: “Ma della Reggina si sa nulla?” “A che ora arriva la sentenza?” “Ma ce li restituiscono un po’ di punti?”…e intanto la Reggina di Gallo era ancora protagonista, padrona della scena, l’attesa è stata solo uno stratagemma di quell’impostore che si chiama tempo per farle guadagnare la ribalta ogni minuto di più.

Il passaparola, poi, poco dopo le otto della sera, diventava un tam tam sui social, sulle testate on line: starebbe per arrivare una sentenza importante: “pare che ci restituiscano 4 punti”.

E allora la buona nuova irrompeva a cena: è tutto vero, la notizia è vera, è una sentenza importante. Importante ma non clamorosa. Ancora una volta, infatti, per l’ennesima volta, le parole di Luca Gallo hanno trovato conferme nei fatti. 

A mezza lingua, senza sbandierarlo, come si conviene quando si ha a che fare con l’imprevedibilità del giudicato, il Presidente lo aveva detto e ripetuto: “Quattro punti è un nostro diritto riaverli”. 

Il resto lo ha fatto il Club, il dg Iiriti, gli avvocati Chiacchio e Grassani…et voilà…i 40 punti in classifica, i 7 punti in 4 giorni sono serviti.

Il capolavoro di Gallo – però – va ben oltre i pur pesantissimi risvolti per la classifica. La sentenza della Corte d’Appello Federale mette il punto esclamativo finale, consegna al mondo delle cose definite il tema della credibilità della società amaranto su scala nazionale. 

Questo, di fatto, dice la sentenza, al di là del dato numerico. 

La sentenza federale dice che alla Reggina di Gallo che ha immesso una barca di soldi freschi nel sistema, sistemando pendenze e rilanciando per il futuro, regalando respiro e prospettive non solo alla squadra ma anche al territorio, investendo sulle strutture e disegnando un futuro prossimo che fa rima con ambizione e sogno, a questo Club, va data fiducia. 

E sempre di più, oggi, domani, la Reggina è protagonista della scena, dei discorsi di tutti; per 10.000 che frequentano il “Granillo” ce ne sono almeno 100.000 (solo in Città) che ne parlano, perché la bellezza, l’emozione, l’amore si diffondono di bocca in bocca, di cuore in cuore, quei cuori che hanno passato di padre in figlio il colore amaranto della bandiera e il racconto di quella palla che tolse il fiato e le angosce della vita. 

Ma più tempo passa e più il “sottovoce” lascia spazio all’urlo a pieni polmoni, a spalle aperte e fiere, perché la Reggina di Gallo è la Reggina di tutti, come ama dire il Presidente, ma attraverso i fatti, è proprio il nuovo Club che sta regalando alla gente, alla Città, la voglia di crederci, di puntare in alto, di ricordarci da dove veniamo.

In una città come Reggio, dove il dialetto non coniuga il futuro perchè non è previsto, il linguaggio del Presidente addirittura lo anticipa, lo esalta, lo incornicia mettendolo sul tavolo delle persone, sdogana l’ambizione, permette alla parola di farsi prospettiva, di fare alzare la testa alla gente, di spostare l’orizzonte dalla punta delle scarpe al cielo, al mare. Alla rivoluzione del linguaggio, fatalmente, segue quella del pensiero collettivo, che torna a volare, a coniugare l’ambizione col futuro, come non accadeva dai tempi della prima serie A (20 anni esatti…). La rivoluzione di Luca Gallo incide ogni giorno in modo invisibile sul modo di essere di una città intera che non si lascia deprimere neppure da qualche scivolone della squadra.

Il pensiero rivoluzionario è troppo più forte delle contingenze e, da sempre, lo sport a queste latitudini ha segnato il percorso della comunità anticipandone, nel bene e nel male, mosse e indirizzi.

Una nuova Primavera per Reggio è possibile e, ancora una volta, può partire dallo sport, stavolta da Luca Gallo, il rivoluzionario.

Oggi è più bello essere tifosi amaranto, queste emozioni ravvicinate, questi saliscendi li avevamo dimenticati da un pezzo, la sensazione è che da qui in avanti sia opportuno allacciare e tenere ben strette le cinture…la giostra sta per partire.

* membro staff Reggina 1914