Il sondaggio di Pagnoncelli Pd, il 49% degli elettori dem: il partito vada avanti senza alleati

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Le dimissioni di Zingaretti da segretario del Pd sono state un fulmine a ciel sereno, come sorprendente è stato il j’accuse che l’ha accompagnata: «Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie mentre il Paese deve affrontare la terza ondata della pandemia». Sono dimissioni che hanno messo a nudo le divisioni e un profondo malessere all’interno del partito. Quasi un italiano su due (48%) ritiene che si sia trattato di una decisione giusta, che può scuotere il Pd, mentre uno su cinque (19%) la considera sbagliata, perché rischia di indebolire il partito in una fase difficile per il Paese. Tra gli elettori attuali del Pd e tra quelli potenziali (chi non esclude di poter votare Pd in futuro) l’approvazione per la scelta di Zingaretti è ancora più elevata (rispettivamente 59% e 56%), nell’auspicio di far reagire un partito che negli ultimi tempi non ha fatto segnare crescite nei consensi. Il motivo principale attribuito alle dimissioni del segretario fa riferimento all’impossibilità di affermare una visione e un’identità chiara e i temi imprescindibili per il Pd. Questa è l’opinione del 21% degli italiani, del 43% degli elettori Pd e del 34% degli elettori potenziali. A seguire il 15% indica la difficoltà del segretario uscente ad adeguarsi ad una nuova maggioranza che comprende forze politiche avversarie (10% tra gli elettori attuali e 24% tra i potenziali), quindi il 12% menziona le difficoltà nello svolgere un ruolo di cerniera tra le diverse correnti del partito (16% tra i dem, 8% tra i potenziali). Più che una crisi di leadership, sembra emergere la crisi di identità di un partito che non è stato in grado di esplicitare le proposte qualificanti e distintive attorno alle quali aggregare consenso e attrarre nuovi elettori.