Il Vesuvio un anno dopo gli incendi: la natura rinasce e tornano i turisti

Il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio parla delle condizioni ambientali del parco, dopo gli incendi del 2017, e delle ripercussioni sul turismo

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L’annus horribilis per il Parco Nazionale del Vesuvio, situato in provincia di Napoli, è stato il 2017. Per tutta l’estate si sono susseguiti una serie di incendi boschivi appiccati lungo il sentiero del parco da malviventi senza scrupoli che hanno messo a repentaglio non solo la vita dei residenti nelle zone vicine e limitrofe, le fiamme quasi raggiunsero le abitazioni, ma anche e soprattutto della fauna edella flora esistente sul territorio.
Per fortuna questa estate le misure di prevenzione ed il costante controllo delle vaste aree hanno scongiurato il perpetrarsi di questo scempio. Ma come è la situazione attuale del Vesuvio e della sua vegetazione? Il turismo ne ha risentito? Abbiamo posto queste domande ad Agostino Casillo, presidente Ente Parco Nazionale del Vesuvio dal 2016: «Da un punto di vista naturalistico dopo gli incendi abbiamo avviato, tramite una convenzione con l’Università di Napoli Federico II dipartimento di Agraria, uno studio sulle aree colpite dal fuoco effettuato da un team specializzato costituito da esperti del settore, anche internazionali. I primi dati hanno appurato che su gran parte del territorio percorso dal fuoco, non distrutto ci tengo a sottolineare, è già in atto una grande ripartenza vegetativa. Va inoltre chiarito che sugli oltre 2500 ettari che sono stati interessati dal fuoco quelli più seriamente colpiti sono 450».

State ipotizzando degli interventi?
«Laddove sono necessari sì. Seguendo una mappatura specifica di provvedimenti consigliati dal team che sta valutando anche l’impatto ambientale e naturalistico».

Per quanto riguarda la fauna, come ha reagito?
«I tempi sono un po’ più lunghi, una stagione è già trascorsa ma dipende un po’ anche dalla natura: è normale che gli animali perdendo il loro habitat naturale siano andati in difficoltà e dunque scappati».

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Il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo

Dal punto di vista turistico ci sono state ripercussioni? Come vi state muovendo?
«Parlando del nostro fiore all’occhiello, ovvero il gran cono del Vesuvio, nell’immediato degli incendi ha avuto un calo dovuto principalmente alla chiusura dei circa 15-20 gg, poi però devo dire che subito si è ripreso e l’anno scorso si sono registrate circa 640mila visite. Le previsioni del 2018 sono confortanti: siamo fiduciosi di andare oltre i 700mila turisti sul cratere del Vesuvio. Il parco è dunque vivo dinamico e reattivo e si sta rialzando egregiamente dal duro colpo avuto l’anno scorso».

Programmate anche delle iniziative per valorizzare il Parco?
«Certo anche in altre zone naturalisticamente importanti ma meno conosciute del gran cono come i Conetti Vulcanici di Pollena Trocchia e il Museo Emblema di Terzigno. Stiamo seguendo una strategia che promuova il nostro territorio anche al di là dei momenti di massimo afflusso, quella che viene detta destagionalizzazione. Gli eventi sono vari come concerti, eventi enogastronomici a Palazzo Mediceo ed incontri culturali».

Da poco è onlineanche un nuovo sito ufficiale, anche questa rappresenta una strategia di promozione?
«Assolutamente! Il parco era fermo agli anni novanta dal punto di vista della comunicazione, un aspetto dolente della vecchia gestione. Abbiamo ritenuto opportuno dunque realizzarne uno al passo coi tempi che non solo offrisse informazioni utili ma anche un supporto tecnologicamente all’avanguardia, consultabile anche con smartphone, per esaminare le mappe geo referenziate e decidere i percorsi da seguire».

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