Imprenditrici agricole, in Italia sono quasi il 30 per cento. Molte al Sud

Coldiretti: hanno rivoluzionato il lavoro nei campi con l'innovazione

Donne alla guida di più di 1 impresa agricola su 4 (28,6 per cento) per un totale di quasi 215 mila aziende a livello nazionale, con una maggiore incidenza al sud dalla Sicilia alla Puglia, dalla Calabria alla Campania, dalla Basilicata al Molise. E’ quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti su dati Unioncamere relativi al settembre 2018 in occasione della Festa delle donne l’8 marzo.

Rivoluzione rosa
Il protagonismo femminile – sottolinea la Coldiretti – ha rivoluzionato l’attività agricola come dimostra l’impulso dato dalla loro presenza nelle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole, le agritate, gli agriasili, le fattorie didattiche, i percorsi rurali di pet-therapy, gli orti didattici, ma anche nell’agricoltura a basso impatto ambientale, nel recupero delle piante e degli animali in estinzione fino nella presenza nei mercati di vendita diretta di Campagna Amica oltre che nell’agriturismo. Nell’attività imprenditoriale agricola le donne – evidenzia la Coldiretti – hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità.

Il ritorno ai campi
«Lo spazio femminile – sottolinea Monica Merotto leader della Donne imprenditrici di Coldiretti – è un laboratorio di idee e un’opportunità di impegno verso la collettività, con una presenza costante alla quale si stanno aggiungendo anche innesti da altri settori professionali per una scelta di vita di ritorno alla terra». Infatti – rileva la Coldiretti – uno degli elementi di novità è proprio l’arrivo sui campi di imprenditrici che hanno seguito percorsi formativi diversi dall’agricoltura: da scienze politiche a sociologia, da giurisprudenza a economia, da scienze della comunicazione a ragioneria, dal marketing alla consulenza aziendale. Importante anche la «quota giovane» – sottolinea Coldiretti – con il 25 per cento delle aziende femminili guidate da ragazze under 35 che hanno puntato sull’uso quotidiano della tecnologia per gestire sia il lavoro che lo studio, magari usando lo smartphone per controllare gli animali in stalla nelle pause di studio all’università oppure per gestire on line acquisti e prenotazioni in agriturismo, oppure – conclude Coldiretti – per fare ricerche per recuperare varietà perdute di frutti locali o ancora per portare il vino Made in Italy in tutto il mondo.

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