Impresa sociale, innovando s’impara (e si cresce)

I dati presentati dall'Isnet evidenziano che per la prima volta dopo 5 anni il settore è in flessione. L’unica via per tornare a crescere è quella della rivoluzione 4.0

Il 2018 non sembra essere un anno felice per le imprese sociali. Infatti, secondo i dati riportati nel XII rapporto dell’Osservatorio Isnet, presentato in una conferenza a Palazzo Madama, le attività in difficoltà sono salite al 19,5 per cento con un aumento del 4,5 per cento rispetto al 2017. Un dato che rappresenta una vera e propria inversione di tendenza, poiché per 5 anni, fino al 2017, il numero delle cooperative in difficoltà era sceso costantemente passando da un 39,3 al 15 per cento.  Si registra anche una flessione delle imprese sociali che dichiarano un andamento in crescita, che passano dal 42 al 40 percento.

Occupazione e prospettive
Diminuiscono di 8 punti, arrivando al 31 per cento, anche le imprese che prevedono un incremento del personale, mentre il 62 per cento prevede che verranno garantiti livelli di stabilità (con un aumento dell’11,5 percento rispetto al 2017). Tuttavia, analizzando i dati relativi all’innovazione tecnologica, ben il 94 per cento delle cooperative interpellate, ha dichiarato che, nello scorso anno, avrebbe potuto fare di più. Oltre all’aspetto economico, gli ostacoli principali riscontrati dalle imprese hanno riguardato una scarsa risposta del mercato, sia pubblico sia privato, e l’aumento di resistenze interne al cambiamento.

Il rapporto sull’innovazione
È stato dedicato un approfondimento anche all’innovazione 4.0, dal titolo “Strumenti per lo sviluppo delle imprese sociali”, realizzato dall’Osservatorio, per il secondo anno consecutivo, in collaborazione con Banca Etica. Il rapporto ha evidenziato l’importanza di accompagnare le cooperative sociali nello sviluppo di 10 temi dell’innovazione tecnologica: robotica  avanzata,  nuovi  materiali,  sensoristica,  intelligenza  artificiale,  stampa  3D,  blockchain  e  moneta  virtuale,  veicoli a guida autonoma,  genetica  e  bioprinting,  sharing  economy,  digitalizzazione  dei  processi. Escludendo l’ultima voce e considerando solo le imprese che, alla domanda su che impatto potrebbero avere i cambiamenti previsti dalla quarta rivoluzione industriale, hanno indicato di non saper rispondere o che l’impatto delle nuove tecnologie non fosse né positivo né negativo, emerge un quadro dove il 37 per cento degli intervistati dimostra scarsa consapevolezza nelle possibilità offerte dall’innovazione tecnologica.

Obiettivo: rivoluzione 4.0
E se la consapevolezza cresce con l’aumentare degli anni di attività, sono le cooperative che operano nell’assistenza sociale quelle che percepiscono i possibili miglioramenti: il 14,1 per cento, infatti, ritiene che la robotica possa avere dei benefici, mentre, contrariamente alle aspettative, solo l’11,1 per cento delle cooperative del settore sanitario prevede effetti positivi.
Per quanto riguarda l’utilizzo di nuovi materiali solo l’8,3 percento delle cooperative più giovani ritiene che questi possano avere un impatto positivo sulle loro attività, mentre maggior consapevolezza si riscontra nelle imprese che si occupano di manifattura (46,2 percento di queste prevede un impatto positivo), ambiente e agricoltura.
Sulla sensoristica il settore che si è dimostrato più sensibile è stato quello ambientale e agricolo, seguito da quello manifatturiero, dell’assistenza sociale e della sanità. È il campo dell’istruzione, invece, quello che prevede i maggiori benefici dall’utilizzo di tecnologie legate alle intelligenze artificiali, mentre i settori più interessati alla stampa 3D sono quello manifatturiero e del commercio.

Capacità di cogliere le opportunità
«L’esigenza di cambiamento per l’impresa sociale suona oggi come una sorta di “mantra” – ha dichiarato Laura Bongiovanni, presidente dell’Associazione Isnet – per cambiare non ci sono ricette precofenzionate. Occorre partire dai “dati di realtà”, capire a che punto sono le imprese, quali siano i tentativi intrapresi e le difficoltà incontrate. Partendo da questa consapevolezza vanno avviati percorsi di accompagnamento e orientamento per ciascuno dei 10 aspetti considerati,  affinché l’impresa sociale governi fin da subito le novità e le trasformazioni che verranno introdotte».

 

 

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