Imprese, cala la fiducia nel futuro e diminuiscono gli investimenti

Lo rivela un'analisi della Uecoop che spiega quali sono i principali ostacoli delle aziende a immettere risorse nei mercati

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Investire? No, grazie. In Italia, immettere risorse sul mercato non è certo una priorità per almeno 8 aziende su 10 (85 per cento) a causa dell’incertezza sul futuro, vista come il primo ostacolo da superare. A rivelarlo è un’analisi realizzata da Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, sui dati del report 2018/2019 della Banca europea degli investimenti (Bei), basato sulle rilevazioni Istat relative alla fiducia delle imprese. Il nostro Paese, insieme a Portogallo, Lettonia, Grecia e Cipro fra i primi 5 Stati in Europa «dove le incognite sul futuro frenano di più l’impiego di nuove risorse».
Per quanto riguarda l’Italia, spiega la Uecoop, la flessione è iniziata a luglio 2018 ed è proseguita in seguito alla frenata riportata dalla nostra economia che, dalla fine dello scorso anno e in questi primi mesi del 2019, sta condizionando gli investimenti delle imprese.

I dati dello studio
Nella sua analisi, oltre al calo di fiducia, la Uecoop riporta anche quali sono le altre condizioni che frenano gli investimenti delle aziende. Fra gli altri problemi ci sono le leggi sul lavoro (che incidono per il 76 per cento delle aziende), le tasse ele norme amministrative e commerciali (68 per cento), i costi dell’energia (66 per cento), la presenza di personale qualificato (66 per cento). Queste rilevazioni, spiega la Uecoop, «si accompagnano al calo della fiducia delle imprese con il Pil che nell’ultimo trimestre del 2018 ha registrato una contrazione dello 0,2 per cento facendo entrare ufficialmente il Paese in recessione tecnica».
Inoltre, un altro freno agli investimenti è rappresentato dalla burocrazia che ogni anno, ricorda l’associazione, costa 6 settimane di lavoro, «con un carico fiscale che è di quasi il 12 per cento superiore alla media Ocse». Infine, vanno considerati anche i costi dell’energia, fra i più cari d’Europa, e quello dei carburanti con benzina e diesel aumentati, negli ultimi 20 anni, rispettivamente del 75,9 e del 47,7 per cento.

Diminuiscono le cooperative
L’attuale situazione economica ha inciso anche sulla capacità delle cooperative del Paese di creare posti di lavoro. Nonostante ci siano più di 1 milione di addetti in quasi ogni settore produttivo, nell’ultimo anno le cooperative sono passate da 81mila a 80187, con un calo dell’1,1 per cento. Infatti, sottolinea l’Uecoop, «il rallentamento dell’economia italiana si ripercuote sui programmi di investimento delle aziende: dalle produzioni alla forza lavoro».

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