Impronte digitali a scuola, protesta presidi 

Presidi sul piede di guerra contro il controllo biometrico per i dirigenti scolastici, previsto dal ddl Concretezza approvato dalla Camera dei Deputati. Il sindacato Dirigenti Scuola Confederati, presieduto da Attilio Fratta, ha infatti inviato una lettera, con migliaia di sottoscrizioni, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e ai due vice presidenti Matteo Salvini e Luigi di Maio, per esprimere contrarietà, frustrazione e umiliazione della categoria nei confronti di tale provvedimento.  

“Vorrei prima di tutto chiarire che ho pubblicato la lettera sul sito del sindacato senza intestazione, perché volevo che proprio tutti, indifferentemente, potessero firmarla e per evitare qualsiasi merito in proposito – spiega all’Adnkronos Fratta -. Un tale controllo nei confronti dei presidi è grave, molto grave, come avevo spiegato in commissione cultura e affari parlamentari”. 

“Si tratta di un provvedimento umiliante e vessatorio – attacca Fratta -. Il preside di una scuola è un dirigente apicale e non può subire tali controlli. Tra l’altro spesso, anzi, quasi sempre, un preside lavora anche dieci o undici ore al giorno e se ci fossero cartellini e impronte digitali ci sarebbero anche gli straordinari. Certo che le pecore nere ci sono anche a scuola, e tra i dirigenti, ma non è questo il sistema per combatterli. E’ ovvio che se il dirigente è bravo, sa organizzare il lavoro, sei ore sono sufficienti, ma ci sono persone e realtà che necessitano di più tempo: ci sono situazioni non facili da affrontare”.  

L’eventuale attuazione del provvedimento sui controlli biometrici “è la prova provata della mancanza di conoscenza, da parte dei parlamentari, dei meccanismi di funzionamento delle istituzioni scolastiche, del ruolo, delle funzioni e delle competenze del Dirigente previste dalle norme vigenti e, soprattutto del Ccnl dell’Area Istruzione e ricerca. – scrive Fratta sul sito Dirigenti Scuola -. I parlamentari della Repubblica evidentemente non sanno che il dirigente scolastico non ha un orario d’ufficio e non potrebbe essere altrimenti. Se così non fosse sarebbe un altro ingiustificabile attacco a una categoria alla quale è affidato il compito di formare uomini e cittadini. Attacco a una categoria che, nonostante percepisca una retribuzione pari al 50% di quella dei colleghi di pari fascia, continua a far funzionare le scuole lavorando di media oltre 12 ore al giorno”. 

Ecco di seguito l’infuocata lettera: “Onorevoli Senatori, il decreto-concretezza ha giustamente esentato i docenti dall’obbligo di rilevazione delle impronte digitali certificanti l’avvenuto ingresso a scuola, ma mantiene questa disposizione, a dir poco grottesca, per i dirigenti scolastici. Non potendola, ragionevolmente, ascrivere ad una deprecabile improvvisazione dell’inscalfibile sua proponente – una Ministra della Repubblica stimata, e professionalmente quotata, donna di legge – , trattasi, con tutta evidenza, di uno spot elettorale da monetizzare nelle imminenti consultazioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Uno spot elettorale che asseconda l’immaginario collettivo di satrapi arroganti e incompetenti, nonché adusi a disertare sistematicamente l’ufficio, quindi abbisognevoli di essere costantemente tenuti sotto sorveglianza. E contenente una buona dose di ipocrisia, perché si sa già che il necessario previsto decreto ministeriale per rendere operante quest’autentica aberrazione – rimesso all’esclusivo potere del sinora silente MIUR e in assenza, pare, di meccanismi sostitutivi in caso di sua inerzia – non sarà mai emanato, se non si voglia paralizzare il funzionamento delle istituzioni scolastiche”. 

“Ma, al di là dei suoi effetti pratici, praticamente nulli, i sottoscritti chiedono agli Onorevoli Senatori di non votare un provvedimento che umilia servitori dello Stato, significando nei loro confronti una sfiducia preventiva o, peggio, una conclamata ostilità. – continua la lettera – Se l’essere legittimi rappresentanti del popolo sovrano sembra che oggi esoneri dalla fatica di studiare e di documentarsi, basterebbe però una sia pur sommaria occhiata alle fonti normative, legali e contrattuali, per rendersi avvertiti che non prevedono per i dirigenti scolastici obblighi sull’orario di servizio, ma una specifica clausola sull’impegno di lavoro correlato al funzionamento dell’ufficio diretto (meglio, di una complessa pubblica amministrazione cui si è preposti in posizione apicale, legalmente rispondendone in via esclusiva): ciò che difatti legge e contratto considerano ai fini della valutazione del raggiungimento degli obiettivi assegnati, delle capacità organizzative dimostrate, del rispetto delle direttive impartite dai superiori livelli”.  

“Se ciò nonostante doveste indurvi a confermare il testo trasmessovi e questo potesse poi effettivamente applicarsi, si sappia che dovrebbero impiantarsi, solo per il dirigente, costose strumentazioni E Non solo nei quarantamila plessi scolastici, – prosegue la missiva – ma anche dove egli si rechi o voglia/debba condursi per il compiuto svolgimento della funzione istituzionale: presso l’USR e/o ambiti territoriali provinciali, presso uffici vari, alle conferenze di servizio, presso aziende, associazioni culturali e territoriali, organizzazioni del volontariato, sindaci, parroci e quant’altro”. 

“Qualora invece si vogliano risparmiare un bel po’ di soldini, l’alternativa è quella della sua reclusione negli angusti spazi fisici del proprio ufficio nelle canoniche ore 8.00-14.00, con suo conseguente diritto alla disconnessione nella restante parte della giornata e in quelle festive con conseguente pagamento di tutte le ore di straordinario: – continua – giusto come per i suoi dipendenti lavoratori appartenenti al personale Ata. E con la tanto decantata autonomia scolastica, che a questo punto va a ramengo! Oppure no?” 

“Al Presidente del Consiglio e ai due vice Presidenti Di Maio e Salvini, quali responsabili dei due partiti di maggioranza, – conclude – l’invito a esercitare tutto il loro potere per evitare questa incomprensibile e ingiustificata aggressione vessatoria nei confronti dei dirigenti scolastici pronti a qualsivoglia azione reattiva”. 

 

(Fonte: Adnkronos)