In dieci anni ogni italiano ha perso oltre 20 mila euro di ricchezza

Il Rapporto Censis - Confcommercio indaga speranze, timori e rancori di un Paese che affronta una ripresa difficile

Tra il 2007 e il 2018 ogni italiano ha perso, a parità di potere d’acquisto, 1.000 euro di consumi, quasi 2.000 di reddito disponibile e circa 20mila euro di ricchezza complessiva. E’ quanto emerge dall’Outlook Italia Censis-Confcommercio 2018 “Speranze, timori, rancori: la ripresa difficile”. Dalla ricerca emerge anche che il 17,3 per cento delle famiglie ha ridotto i consumi per mettere da parte soldi per eventuali imprevisti (era il 12,6 per cento a dicembre 2016), mentre il 54 per cento, se avesse più reddito, lo destinerebbe al risparmio (47,6 per cento a dicembre 2016).
Ma da dove viene questa incertezza? Dal fatto che non si è ancora tornati ai numeri pre-crisi e, quindi, dalla lentezza della ripresa. Una situazione che la ricerca fotografa con i numeri. Detto che per il 37,5 per cento degli intervistati la principale criticità che affligge l’Italia nello scenario mondiale è la corruzione diffusa, il più grave problema del nostro Paese è giudicato la mancanza di lavoro (29,1 per cento). Nell’elenco, con il 13,3 per cento, troviamo l’eccessivo prelievo fiscale, ed è significativo notare come, all’interno di questo aggregato, il 55,7 per cento del campione ritenga della massima urgenza evitare l’aumento Iva contro il 31,7 per cento che parla di riduzione dell’Irpef.

“La fiducia delle famiglie è ingrediente indispensabile per far ripartire i consumi e dare smalto alla ripresa”

Occupazione e preoccupazione
Passando ai problemi vissuti come ingiustizie sociali, si deve tornare a parlare di lavoro, visto che il 37 per cento indica come maggiore ingiustizia l’impossibilità di avere un buon lavoro, oggi garantito solo a chi ha le conoscenze “giuste”. Non a caso, se si va a guardare il complesso di ore effettivamente lavorate nel sistema economico, nel 2017 sono state il 6 per cento in meno rispetto al 2007, una riduzione simile a quella del Pil reale.

Una delle slide di presentazione del Rapporto Confcommercio-Censis

«Non è poco: mi pare che ciò giustifichi le preoccupazioni – ha commentato il responsabile dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella-, Rimane molto da fare, visto che la ripresa si sta sgonfiando». «La fiducia delle famiglie è ingrediente indispensabile per far ripartire i consumi e dare smalto alla ripresa», ha sottolineato ancora Carlo Sangalli, presidente Confcommercio Imprese per l’Italia.

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