In Umbria la foresta hi-tech che parla ora suona  

Del bosco umbro di Piegaro, a Città della Pieve, di proprietà della famiglia Margaritelli, si è già parlato come della foresta degli alberi parlanti. Ora, queste stesse piante hanno iniziato anche a suonare. La Foresta di Piegaro ospita già da un po’ di tempo, e per la prima volta in Italia, 36 alberi coinvolti nel progetto internazionale Trace e grazie al quale le piante ‘si raccontano’.  

Grazie a dei sensori applicati alla pianta (il sistema “Tree Talker”, basato sull’Internet of Things), l’albero fornisce in tempo reale informazioni sui propri parametri eco-fisiologici (dai flussi d’acqua alla crescita, dalla qualità del fogliame alla quantità di carbonio stoccata, e poi informazioni sulla salute e la mortalità per fattori umani e climatici).  

Ora, grazie al sound artist Federico Ortica, gli alberi hanno iniziato anche a suonare. E il 21 novembre, Giornata Nazionale dell’Albero, sarà l’occasione per ascoltarli grazie a un’installazione sonora multisensoriale. 

L’iniziativa rientra nel progetto “Natural Genius” della famiglia Margaritelli, che punta a creare una connessione tra la prospettiva ecosostenibile e la potenzialità compositiva della foresta in sé. Sono tanti i professionisti provenienti da diversi campi artistici che hanno aderito a questo programma. La performance artistica di Federico Ortica, “ResonaTrees”, è frutto di un lavoro di ricerca durato sei mesi dove gli alberi della foresta di Piegaro sono diventati lo strumento di diffusione con cui produrre una forma di comunicazione bioacustica.  

Come funziona. Gli alberi sono dei ricettori sensibili, delle grandi antenne che captano eventuali variazioni dell’ambiente circostante come, ad esempio, percentuale di umidità, acqua, temperatura, stagione dell’anno; tutti fattori che influiscono sul suono. L’artista è riuscito a catturare il suono della pianta attraverso dei trasduttori applicati sul tronco e sui rami. La foresta, per Federico Ortica, diventa il luogo dove le risonanze degli alberi, visti come generatori di onde acustiche, creano fasce sonore nello spazio e illusioni acustiche.  

Una volta registrato, il materiale sonoro primario è stato lavorato elettronicamente e integrato con suoni sintetici. L’artista utilizza gli alberi come corpi risonanti creando una dimensione aumentata del paesaggio naturale. Le installazioni di Ortica si basano sulla creazione di ambienti sonori che utilizzano materiali come acciaio e legno per la diffusione del suono, creando dei legami fra la risonanza dell’oggetto e il paesaggio naturale che lo circonda.  

Il video che restituisce con suoni e immagini del progetto è diventato protagonista di una campagna che Listone Giordano ha portato avanti in centinaia di sale cinematografiche italiane per sottolineare il connubio tra creatività e sostenibilità. L’azienda, grazie anche alla sua Fondazione Guglielmo Giordano, è da sempre impegnata nella promozione delle arti in ogni forma e, a proposito di foresta, ne gestisce anche una in Francia, a Fontaines dove prosegue la propria filosofia di un’economia sostenibile.  

(Fonte: Adnkronos Prometeo)