Morti sul lavoro, nel 2018 aumentano le denunce

Da gennaio a maggio gli infortuni fatali sono stati 389, 14 in più del 2017. «E’ un eccidio che non ha fine e lo Stato deve essere in grado di affrontarlo», ha commentato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio

Sono già 389 le denunce di infortuni sul lavoro con esito mortale presentate nei primi cinque mesi del 2018. Da gennaio a maggio – si legge nel rapporto annuale dell’Inail – i casi fatali denunciati sono stati 14 in più rispetto allo stesso periodo del 2017. L’aumento riguarda solo gli incidenti avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (passati da 104 a 118), mentre per quelli occorsi “in occasione di lavoro” le denunce sono state 271 in entrambi i periodi.
«E’ un eccidio che non ha fine e lo Stato deve essere in grado di affrontarlo», ha commentato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.

Incidenti fatali in aumento in Lombardia, Veneto e Piemonte
Nei primi cinque mesi del 2018 si è registrato un aumento di 28 casi mortali (passati da 320 a 348) nella gestione Industria e servizi, mentre in Agricoltura i decessi denunciati sono stati otto in meno (da 43 a 35) e nel Conto Stato sei in meno (da 12 a 6).
L’analisi territoriale mette in evidenzia un incremento di 19 casi mortali nel Nord-Ovest, di 18 casi nel Nord-Est e di uno al Centro. Diminuzioni si riscontrano, invece, al Sud (-15 decessi) e nelle Isole (-9). A livello regionale spiccano i 12 casi in più in Lombardia (da 49 a 61) e Veneto (da 36 a 48) e i 10 in più in Piemonte (da 29 a 39). Cali significativi si registrano, invece, in Abruzzo (da 25 a 6), teatro nel gennaio 2017 delle tragedie di Rigopiano e Campo Felice, in Puglia (da 24 a 11) e in Sicilia (da 30 a 18).

Crescono le denunce dei lavoratori stranieri
I dati del 2018, però, vanno in controtendenza col 2017 anno in cui si era toccato il minimo storico di incidenti mortali sul lavoro dal 1951. L’anno scorso, infatti, le vittime accertate sono state 617, in calo del 2,8% rispetto al 2016 e del 25% rispetto al 2012. La crescita degli incidenti registrata nel 2018 è dovuta soprattutto alle denunce dei lavoratori stranieri, passate da 50 a 65 casi, mentre quelle dei lavoratori italiani, le più numerose, sono scese da 325 a 324. Dall’analisi dell’Inail emerge poi come un infortunio mortale su due abbia coinvolto lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni, per i quali si registra un incremento tra i due periodi di 30 casi (da 167 a 197). In diminuzione, invece, le denunce che riguardano i lavoratori tra i 35 e i 49 anni (da 121 a 105). Sostanzialmente stabili le denunce degli under 34 (da 57 a 59) e degli over 65 (da 28 a 30).

Controlli
Per quanto riguarda i controlli eseguiti dall’Istituto, lo scorso anno sono state esaminate 16.648 aziende e ben l’89,43 per cento sono risultate irregolari (il 67,49% del terziario e il 28,21% dell’industria): sono stati regolarizzati 49.772 lavoratori, di cui 45.802 irregolari e 3.970 “in nero”.

 

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