Inceneritori, Di Maio: “Sono vintage”  

“Parlare di inceneritori oggi è come parlare della cabina telefonica con il telefono a gettoni. Qualcuno può essere ancora affascinato dal vintage, ma sempre vintage rimane”. Così il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio – a Pomigliano d’Arco per la prima tappa del suo tour campano che oggi culminerà nella firma di un protocollo sulla Terra dei fuochi nella Prefettura di Caserta – in merito alle polemiche sui rifiuti. 

“Abbiamo fatto un contratto di governo oltre 6 mesi fa – ha ricordato Di Maio – e quando ci vediamo e ci mettiamo al tavolo alla fine si va sempre avanti”. Sul tema degli inceneritori sollevato da Matteo Salvini, Di Maio ha ricordato che “per fare un inceneritore non ci vuole un giorno ma anni e anni. Negli anni facciamo la differenziata e guardiamo al futuro invece di guardare al passato, dobbiamo investire sulla differenziata perché si creano più posti di lavoro. Siamo al 50% e in pochi anni possiamo arrivare a percentuali in media Ue”, ha sottolineato Di Maio. 

“Oggi coordiniamo un protocollo con il presidente del Consiglio e con i ministri interessati – ha poi ricordato – E’ il primo atto per cominciare a spegnere i fuochi”. “E’ chiaro – ha aggiunto Di Maio – che se noi combattiamo la camorra, questa prova a organizzarsi con altri strumenti per bruciare i rifiuti. Ma è per questo che al ministero c’è Sergio Costa, che ha scoperto la Terra dei fuochi. Lo abbiamo nominato perché sappiamo che si combatte una battaglia senza quartiere” 

“Il tema della Terra dei fuochi lo conosciamo bene. Se combatti il fenomeno dei roghi dei rifiuti, la malavita comincia a bruciare in un altro modo e questa purtroppo è la stagione degli impianti che vengono bruciati, li abbiamo visti bruciati in maniera seriale negli ultimi mesi. Quindi vanno presidiati e controllati di più”, ha detto ancora il vicepremier. 

(Fonte: Adnkronos)