Incidenti sul lavoro, calano nei primi 7 mesi del 2018 ma sono ancora migliaia

L'Istituto ha registrato 379.casi 206 da gennaio a luglio, pari al -0,3 per cento; 587 quelli mortali (-0,7 per cento). In agricoltura il calo maggiore (-2,8 per cento)

infortuni sul lavoro

Tra gennaio e luglio 2018 sono stati registrati 379.206 casi d’infortunio (-0,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017, 587 dei quali con esito mortale (-0,7 per cento). Le denunce di malattia sono state 37.501 (+3,5 per cento). Ad indicarlo è l’Inail che, nella sezione Open data del suo sito internet, rende disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto nel mese di luglio.

Agricoltura il settore più sicuro
I dati rilevati al 31 luglio evidenziano, a livello nazionale, una diminuzione sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro passati da 325.390 a 325.054 (-0,1 per cento) sia di quelli in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro scesi da 54.846 a 54.152 (-1,3 per cento). Nei primi sette mesi del 2018 si è  registrato un decremento nella gestione Industria e servizi dello 0,2 per cento (da 295.843 a 295.302 casi) e in Agricoltura del 2,8 per cento (da 19.294 a 18.760) e un aumento dello 0,1 per cento nel Conto Stato (da 65.099 a 65.144).

«L’agricoltura è il settore che fa registrare il maggior calo negli infortuni sul lavoro secondo un trend positivo in atto da oltre un decennio – ha sottolineato in una nota la Coldiretti evidenziando come – l’andamento registrato conferma il prezioso lavoro di ammodernamento delle imprese agricole fatto in questi anni per rendere il lavoro in agricoltura tecnologicamente più avanzato, ma anche più sicuro».

Peggiora la situazione al Nord Est e al Sud
L’analisi territoriale evidenzia una sostanziale stabilità nel Nord-Ovest (-0,04 per cento) e decrementi al Centro (-1,8 per cento) e nelle Isole (-3 per cento). Aumenti si riscontrano, invece, nel Nord-Est (+0,7 per cento) e al Sud (+0,5 per cento). Tra le regioni con i maggiori decrementi si segnalano la provincia autonoma di Trento (-9 per cento), Abruzzo (-4,3 per cento) e Sardegna (-3,7 per cento); quelle con un maggior incremento, il Friuli Venezia Giulia (+4,7 per cento), la provincia autonoma di Bolzano (+3,3 per cento) e la Campania (+2,4 per cento).

Giovani, over 60 e lavoratori extracomunitari i più colpiti
Il decremento rilevato nel confronto tra i primi sette mesi del 2017 e del 2018 è legato solo alla componente femminile che registra un calo dell’1,2 per cento (da 136.411 a 134.789), mentre quella maschile presenta un lieve aumento pari allo 0,2 per cento (da 243.825 a 244.417). La diminuzione ha interessato gli infortuni dei lavoratori italiani (-1,4 per cento) e di quelli comunitari (-0,2 per cento); per i lavoratori extracomunitari si assiste, invece, ad un aumento dell’8,6 per cento, sottolinea l’Inail.

Dall’analisi per classi d’età emergono decrementi per i lavoratori tra i 30-44 anni (-4,1 per cento) e tra i 45-59 anni (-1,2 per cento); per contro, i lavoratori fino a 29 anni e quelli tra i 60-69 registrano un aumento (rispettivamente del +3,7 per cento e del +5,9 per cento).

Denunce e malattie professionali
Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi sette mesi di quest’anno sono state 587, quattro in meno rispetto alle 591 dell’analogo periodo del 2017 (-0,7 per cento).

L’analisi territoriale ha evidenziato incrementi delle tecnopatie denunciate al Centro (+717), dove si concentra oltre un terzo del totale dei casi protocollati dall’Istituto, al Sud (+568 casi), dove icasi denunciati sono quasi un quarto del totale, nel Nord-Ovest (+115) e nel Nord-Est (+10). In calo, invece, il dato delle Isole (-133).

In ottica di genere si rilevano 1.159 denunce in più per i lavoratori (da 26.253 a 27.412: +4,4 per cento) e 118 in più per le lavoratrici (da 9.971 a 10.089: +1,2 per cento). L’incremento ha interessato prevalentemente le denunce dei lavoratori italiani (da 33.908 a 35.101; +3,5 per cento), rispetto a quelle dei lavoratori comunitari (da 652 a 796; +22,1 per cento). In calo del 3,7 per cento le  denunce degli extracomunitari (da 1.664 a 1.603).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (21.676 casi), con quelle del sistema nervoso (4.211) e dell’orecchio (2.774), continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate nel periodo gennaio-luglio 2018 (pari a oltre il 76 per cento del complesso). Seguono le denunce di patologie del sistema respiratorio (1.618) e dei tumori (1.401), conclude l’Inail.

 

Annunci

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

quindici + 2 =