Infertilità, la malattia del nostro tempo: 1 italiano su 4 non può avere figli

Colpisce maschi e femmine senza distinzione. Si stima che il 25 per cento della popolazione italiana ne soffra

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Colpisce maschi e femmine senza distinzione. Si stima che il 25 per cento della popolazione italiana soffra di infertilità, cioè dell’impossibilità di avere figli. Traduzione: 1 persona su 4 deve fare i conti con questa problematica. L’infertilità, infatti, è la malattia del nostro tempo. Prende di mira «uomini e donne, che tendono a posticipare sempre più la decisione di avere un figlio, trascurando la riduzione dell’età ovarica correlata all’aumento dell’età biologica. Le donne in cerca di una gravidanza, in particolar modo dopo i 35 anni, dovrebbero sempre sottoporsi al “pap-test riproduttivo”: un semplice esame diagnostico che misura il valore dell’ormone antimulleriano, consentendo di accertare il numero di follicoli, e quindi di effettuare una stima dell’età ovarica, vale a dire del potenziale riproduttivo, così da poter intervenire con una strategia appropriata». A parlare è Giuseppe De Placido, direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’Università di Napoli Federico II.

Il social freezing
Un’opportunità concreta per gli “aspiranti genitori”, non solo in presenza di patologie oncologiche, è rappresentata dal social freezing, che consente di congelare il materiale biologico – gameti e tessuto ovarico – per poterlo utilizzare in un secondo momento. «Nei centri di sterilità – continua De Placido – la crioconservazione viene effettuata nelle donne infertili che si sottopongono a Pma, per aumentare le chance di una gravidanza in caso di fallimento del primo ciclo di stimolazione, e nelle pazienti oncologiche che devono sottoporsi a chemioterapia. È il caso, ad esempio, delle donne affette da tumore al seno, la neoplasia oncologica femminile più diffusa (il 30 per cento di tutti i tumori) che insorge già tra i 20 e i 44 anni. Solo presso il Centro di Sterilità dell’Università “Federico II”, centro di riferimento per tutto il Sud Italia, negli ultimi due anni abbiamo effettuato un counseling dedicato ad oltre 2mila pazienti oncologici. Stanno inoltre aumentando le richieste di social freezing anche da parte di donne “sane” che, in attesa di realizzarsi nella vita di coppia e nel lavoro, decidono di congelare gli ovociti per non rinunciare al desiderio di diventare madri».

Stile di vita
E’ chiaro che non basta tenere sotto controllo l’età ovarica. Il fumo, l’obesità e l’esposizione a inquinanti ambientali aumentano il rischio di infertilità. Anche le infezioni contratte attraverso rapporti sessuali occasionali possono comportare conseguenze negative a lungo termine sulla fertilità. Insomma, tenere uno stile di vita sano rappresenta l’abc per la avere più chance di riprodursi.