Innovazione, De Rossi e Florenzi investono in una startup italiana

Dopo una vita passata a giocare e allenarsi fianco a fianco nella Roma, i due calciatori credono in Mkers, società che si occupa di eSport

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fonte: sito ufficiale Mkers

Daniele De Rossi e Alessandro Florenzi, una vita passata a giocare e allenarsi fianco a fianco nella Roma, tornano insieme per un’avventura in una startup italiana. Il primo è finito al Boca, in Argentina, per coronare il sogno di giocare nella Bombonera, il secondo è rimasto in giallorosso per ridare slancio al club dove è nato e cresciuto. De Rossi e Florenzi hanno deciso di investire parte dei loro risparmi sull’innovazione e sui videogiochi, in sostanza su Mkers, una startup italiana che si occupa di eSport.

Di cosa si tratta
Mkers si autodefinisce «un team eSport con sede in Italia, vogliamo sfidare il mondo e vincere questa sfida. Il Team Mkers è formato da manager e giocatori affermati, con oltre 10 anni di esperienza in giochi, eventi e competizioni. La missione di Mkers è quella di sviluppare il sistema di eSports, dando all’Italia un’immagine di innovazione sportiva e competitività». Gli eSport, del resto, sono il futuro: fanno girare miliardi di dollari. All’estero eventi del genere hanno un forte richiamo di pubblico.

Così Paolo Cisaria, Ceo di Mkers: «Questa operazione dimostra quanto gli eSports si stiano avvicinando sempre di più agli sport tradizionali in termini di mercato, di notorietà e di appeal per gli investitori. Due simboli del nostro calcio come Daniele De Rossi ed Alessandro Florenzi che credono nel progetto Mkers, è un importante riconoscimento per la nostra azienda. Abbiamo chiuso con loro un primo importante Round di investimento che ci permetterà di iniziare una fase di accelerazione finalizzata allo sviluppo di due nuove grandi iniziative. Spero sia un contributo utile per tutto il sistema esportivo italiano e non solo per Mkers».

Parola ai campioni
Daniele De Rossi spiega: «Ho scoperto da poco questo mondo e devo dire che è molto più vicino di quello che si pensa allo sport per come lo conosciamo adesso. Milioni di ragazzi vedono i pro-player di eSport come idoli e questa è un’evoluzione del concetto di intrattenimento che cammina di pari passo alla crescita del mercato videoludico e più in generale digitale. Basta guardare ciò che accade negli Stati Uniti, dove si riempiono palazzetti per le grandi competizioni e magari un giorno accadrà anche qui da noi». Poi la parola passa ad Alessandro Florenzi: «Da giocatore di eSport amatoriale posso dire che la competizione e la voglia di vincere sono simili ad una partita di Serie A. Ci sono differenze tra gli eSports e lo sport tradizionale ma a livello di engagement è sicuramente il presente e soprattutto il futuro dell’intrattenimento sportivo».

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