Innovazioni, è made in Sicilia la prima barca al mondo stampata in 3D

Francesco Belvisi e Daniele Cevola, fondatori della startup Ocore, raccontano a Momento Italia i retroscena e le potenzialità della loro creazione

barca 3D

Dalla Francia al Sud America, con la stessa bandiera di Luna Rossa. Il prossimo 26 ottobre sarà presentata a Palermo la prima barca al mondo stampata in 3D. Nel capoluogo siciliano l’innovazione ha il volto di Francesco Belvisi, ingegnere civile e ambientale, e di Daniele Cevola, architetto navale. I due hanno raccontato a Momento Italia i retroscena e le potenzialità della loro startup, Ocore, fondata insieme a Mariga Perlongo, anche lei ingegnere.
Secondo le ultime stime, il business legato al 3D toccherà entro il 2025 un volume di circa 300 miliardi di dollari. In tale contesto l’originalità del team, tutto siciliano, sta nel fatto di non usare né modelli né stampi per realizzare i propri prodotti.

In che cosa consiste la vostra idea e come nasce?
Daniele: «Il progetto inizia nel 2014 quando con Francesco e Mariga decidemmo di inserire in una barca da noi progettata, Livrea 26, degli elementi stampati in 3D per semplificare il comfort di bordo e la gestione delle manovre. Da lì è nata l’idea di usare tale tecnologia per l’intera barca e ne abbiamo presentato una riproduzione in scala al Miami Boat Show, negli Usa. Sentendo la notizia, alcuni famosi progettisti italiani accolsero con diffidenza l’idea, sostenendo che con il 3D printing si potessero stampare solo modellini…».

Francesco: «Con la nostra idea abbiamo sovvertito il metodo di progettare oggetti in 3D. Ci siamo resi conto che gli stampi finiscono per limitare le varie forme possibili. Abbiamo così brevettato un algoritmo con cui riusciamo a superare diversi ostacoli, di natura fisica  e non solo, ottenendo un processo industriale sempre più pulito ed efficiente».

barca 3D

Come si finanzia la vostra start-up?
Francesco: «Abbiamo stretto partenariati con molte aziende che hanno creduto nella nostra idea vedendola come un’importante opportunità di mercato. La partecipazione a numerose fiere sparse per l’Europa ci ha permesso di dimostrare a interlocutori di primissimo livello la fattibilità del nostro progetto».

Daniele: «Un’altra fonte di finanziamento sono i concorsi. L’anno scorso abbiamo ricevuto 50 mila euro da PNI Cube e Ferrovie dello Stato per aver vinto il Premio Nazionale per l’Innovazione, mentre l’estate scorsa siamo stati selezionati per il Company Idea Prize, il primo step del premio Gaetano Marzotto ottenendo un ulteriore sostegno dal nostro incubatore d’impresa, il Consorzio Arca».

Quali sono i vostri obiettivi?
Francesco: «La nostra priorità al momento è quella di ultimare la barca, il Mini 650, con cui parteciperemo alla Mini Transat 2019, storica regata transatlantica per barche di 6,5 metri. Subito dopo ci dedicheremo al sistema di produzione per lanciare i nostri prodotti sul mercato. In futuro vorremmo realizzare altri oggetti sempre con la stessa tecnica che stiamo usando per la nostra imbarcazione».

Quando sarà presentata la barca e a che tipo di mercato puntate?
Daniele: «La presentazione avverrà il 29 ottobre a Palermo, presso il Circolo della Vela Sicilia. Gareggeremo con il loro stemma, che è lo stesso usato da Luna Rossa e la cosa ci lusinga molto. Ci rivolgiamo principalmente al mercato nautico, in cui l’Italia ricopre un posto di rilievo. Per altri settori come l’aerospazio, l’automotive e l’energy, vogliamo aspettare la regata per proporci, anche se abbiamo già le idee abbastanza chiare».

 

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