Inquinamento, italiani preoccupati da sconvolgimenti climatici e rifiuti

Un sondaggio dell'Istituto Swg evidenzia quali siano le opinioni dei cittadini sui problemi dell'ambiente e le misure da attuare per porvi rimedio

inquinamento

Il mondo in cui viviamo è solo uno e dobbiamo cercare di preservarlo. Problemi come il surriscaldamento globale, gli sconvolgimenti climatici e l’inquinamento sono all’ordine del giorno e sembra, soprattutto dopo la conferenza sul clima di Parigi del 2015 (Cop21), che molti Stati abbiano preso finalmente a cuore il benessere del nostro Pianeta accettando di intervenire per ridurre sensibilmente le emissioni di anidride carbonica (anche se gli Usa hanno poi deciso di tirarsi fuori dall’accordo).
Inoltre, per citare alcuni dati sul livello raggiunto dall’inquinamento nel mondo e nel nostro Paese, basti pensare che la presenza di plastica tra i rifiuti di mari e spiagge raggiunge l’80 per cento e che, come denunciato dalla Coalizione Living Rivers Italia (formata da 24 associazioni), soltanto il 43 per cento dei fiumi italiani (7494) saebbe in un “buon stato ecologico” come richiesto dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), contro il 41 per cento che è al di sotto dell’obiettivo qualità e un 16 per cento che non è stato classificato. Questo livello di inquinamento mette a rischio anche la biodiversità con 40 specie di pesci che rischiano di scomparire.
Per sondare l’opinione degli italiani, l’Istituto Swg ha realizzato un’indagine ponendo gli intervistati di fronte a una serie di quesiti riguardanti i problemi ambientali e cosa fare per tentare di risolverli.

Preoccupati per il clima
Nel primo cartello dell’indagine, è riportata la percentuale relativa alla preoccupazione degli italiani riguardo la situazione ambientale del luogo in cui vivono. Negli ultimi anni si è passati dal 67 per cento del 2011 all’81 per cento del 2018. Secondo gli intervistati le problematiche su cui bisognerebbe intervenire quanto prima sono il surriscaldamento globale e lo smaltimento dei rifiuti (indicati dal 42 per cento), seguiti dall’inquinamento delle acque (36 per cento).

inquinamento
(Fonte: Istituto Swg – https://www.swg.it/politicapp)
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(Fonte: Istituto Swg – https://www.swg.it/politicapp)

I colpevoli e chi deve rimediare
Sono le multinazionali, con il 55 per cento, le principali colpevoli, secondo gli italiani, dei problemi dovuti all’inquinamento. Seguono con 43 per cento i cittadini e i governi con il 42 per cento. Tuttavia, quando viene chiesto chi dovrebbe fare di più per tutelare l’ambiente, le multinazionali si trovano al terzo posto, insieme all’Unione europea, con il 36 per cento, mentre le prime due posizioni sono occupate dai cittadini stessi, con il 49 per cento, e dal governo italiano, scelto dal 48 per cento.

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(Fonte: Istituto Swg – https://www.swg.it/politicapp)
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(Fonte: Istituto Swg – https://www.swg.it/politicapp)

Dazi contro chi inquina
Inoltre, il 43 per cento (con un aumento del 9 per cento rispetto al 2015) degli intervistati si dice molto favorevole all’introduzione, da parte dell’Europa, di dazi nei confronti dei Paesi che non rispettano gli accordi internazionali sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico e il 37 per cento (+5 per cento rispetto al 2015) sarebbe particolarmente favorevole a boicottare i prodotti che provengono dagli Stati che inquinano di più.

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(Fonte: Istituto Swg – https://www.swg.it/politicapp)
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(Fonte: Istituto Swg – https://www.swg.it/politicapp)

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