Insulti sul web, ecco la prima mappa italiana dell’intolleranza

L’Osservatorio Vox disegna una cartina che registra le aggressioni più frequenti in rete. I bersagli preferiti dagli haters italiani sono donne, omosessuali, immigrati, disabili ed ebrei

mappa web

Misurare i livelli di violenza in Italia attraverso il monitoraggio degli attacchi gratuiti e degli insulti che compaiono ogni giorno sui social network, regione per regione, è possibile? La risposta è affermativa come dimostra la prima “Mappa dell’intolleranza” dedicata al nostro Paese, già realtà e consultabile online, frutto del lavoro congiunto dell’Osservatorio dei diritti Vox e delle università di Milano, Roma e Bari.

Twitter sotto osservazione
La ricerca si è concentrata sulle manifestazioni di intolleranza verbale e sugli attacchi verso gruppi ben precisi di persone su Twitter, con l’obiettivo generale di identificare le zone dove faziosità ed intransigenza colpiscono territorialmente di più, con maggiore violenza e frequenza. Sotto l’occhio attento dell’osservatorio Vox sono quindi finiti cinque gruppi di soggetti, che hanno in comune l’essere il bersaglio costante di insulti sul web, ossia: donne, omosessuali, immigrati, diversamente abili, ebrei. Gli argomenti che riguardano gli attacchi verso ciascuno di questi gruppi sono stati: l’odio razziale, l’omofobia, l’odio contro le donne, contro i diversamente abili e l’antisemitismo.

«La scelta di ricorrere a Twitter, nonostante non sia il social network più utilizzato, è dovuta alla possibilità che lo strumento offre nell’avere libero accesso a tutti i contenuti postati, ovviando al fatto che l’utente autorizzi l’estrazione e l’accesso all’intero flusso dei contenuti – hanno spiegato i responsabili di Vox -. Indicandoci la “temperatura” del sentimento discriminatorio, le mappe termografiche ci pongono anche un quesito: esiste un rapporto tra la realtà politica e sociale del territorio e quella virtuale e volatile dei tweet?». A giudicare dai risultati sembrerebbe proprio di sì.

Software per monitorare l’odio in rete
Per disegnare la mappa dei tweet del Belpaese che prendono di mira i cinque gruppi oggetto della ricerca, il Dipartimento di informatica dell’università di Bari ha sviluppato un software di Big data analytics; il software dell’ateneo pugliese utilizza degli algoritmi per comprendere la semantica del testo dei tweet, individuando ed estraendo i contenuti richiesti e caratterizzati dal comune denominatore dell’odio verso il prossimo. A identificare quali fossero i diritti più calpestati su Twitter da parte di singoli utenti, ma anche da parte di vere e proprie communities di haters, è stato il Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale dell’Università degli Studi di Milano.

I dati raccolti sono stati poi analizzati statisticamente ed elaborati da un punto di vista psico-sociale dal team del Dipartimento di psicologia dinamica e clinica della Sapienza di Roma, consentendo così di disegnare una cartina dell’odio online in Italia.

Geolocalizzazione per scovare gli odiatori seriali
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è legato alla geolocalizzazione dei flussi di “odiatori”, alla loro distribuzione su base regionale e ai temi di disprezzo con maggiore appeal. «La geolocalizzazione è stata resa possibile dall’ausilio di Open StreetMap, che ha consentito di estrarre dalla massa dei tweet solo quelli che presentavano le coordinate geografiche, elemento che Twitter permette di indicare – spiegano ancora i responsabili di Vox -. Complessivamente la distribuzione dell’intolleranza, considerati i 5 gruppi, è polarizzata soprattutto al Nord e al Sud, poco riscontro invece nelle zone del centro come Toscana, Umbria, Emilia Romagna. Una situazione, che si capovolge per quanto riguarda l’antisemitismo, fenomeno in evidenza soprattutto nel Lazio e nel centro Italia. Il secondo dato assai preoccupante riguarda la misoginia, sulla quale si concentra la maggiore proliferazione di tweet intolleranti. Il numero di tweet contro le donne, infatti, in 8 mesi è arrivato a 1.102.494, con 28.886 tweet geolocalizzati».

 

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