Intenzioni di voto, Lega prima. Il Pd mette la freccia sul M5S 

Salvini mantiene il trono nonostante il calo post crisi: dietro gli alleati del governo giallorosso sono (quasi) sullo stesso piano e insieme oltre il 43 per cento

intenzioni di voto

Le intenzioni di voto sono il termometro della politica, accarezzano la pancia degli italiani. Nella settimana più calda per il neonato governo giallorosso il mercurio ha ballato cambiando le gerarchie sul podio. Perché, secondo un sondaggio dell’Swg, la Lega resta il primo partito con il 33,4 per cento (leggero calo dello 0,2 per cento rispetto a sette giorni fa e di 0.9 rispetto alle Europee), ma al secondo posto il Pd ha messo la freccia sul M5S, adesso terzo della graduatoria, seppur di pochissimo, di una manciata di voti.   

Sorpasso
Il Pd, infatti, è salito nel gradimento degli elettori e in una settimana, quella che ha dato il via al Conte-bis, ha guadagnato un punto percentuale, passando dal 21,1 al 22,1. Un punto che vale il sorpasso sugli alleati del M5S, scesi dal 21,4 al 21 (-0,4 in una settimana ma in netta ripresa rispetto alle Europee con un +3,9 per cento). Insieme, dem e grillini, sfondano la quota del 43 per cento, anche se la nascita del nuovo governo ha premiato più il Pd che il M5S.   

A destra 
Balzo in avanti per Fdi, adesso al 7,2 per cento. Aver inciso la manifestazione di piazza Montecitorio anti-governo? Forse sì. In flessione invece Forza Italia, che ha perso un punto, assestandosi poco sopra il 5 per cento. Un calo dovuto molto probabilmente alla scissione con Toti che con il suo partito Cambiamo raggiunge il 2,3 per cento come base di partenza. Da segnalare che il centrodestra, calcolando solamente Lega e Fdi, sta poco sopra il 40 per cento. Con il partito di Toti sarebbero vicinissimi al duo M5S-Pd, mentre con Berlusconi la colazione di centrodestra sarebbe al primo posto assoluto.  

A sinistra
Segno meno, nelle intenzioni di voto, per tutti i partiti che si posso ricondurre all’ala della sinistra italiana: +Europa passa dal 3 al 2,6 per cento, la Sinistra dal 2,7 al 2,3, mentre i Verdi dal 2,4 al 2,2.         

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