Intenzioni di voto, Salvini primo con l’incognita Conte

Come riporta l'Istituto Swg, la Lega viaggia verso il 40 per cento inseguita dal Pd, mentre i 5 stelle recuperano terreno

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Ora come ora si tratta soltanto di una voce, ma se il premier, Giuseppe Conte, dovesse decidere di dar vita a un suo partito in caso di elezioni anticipate, così come fece a suo tempo Mario Monti, che riscontro avrebbe? Il presidente del consiglio, infatti, potrebbe contare su un consenso più alto rispetto ad altri esponenti di governo, così come riportato in un’analisi di Luigi Bisignani sul quotidiano Il Tempo. O, in alternativa, il premier potrebbe ritrovarsi, come da ipotesi riportata dal Corriere della sera, a guidare un governo di interesse nazionale appoggiato da una maggioranza che non dovrebbe prevedere la Lega.
Intanto, però, il primo termine utile per indire elezioni e andare al voto in autunno (il 20 luglio) è stato superato, allontanando per il momento le urne, nonostante i continui battibecchi nella maggioranza soprattutto sul tema delle autonomie regionali.

Si vota o non si vota?
Tuttavia, c’è chi come l’ex premier, Matteo Renzi, non crede affatto a una rottura dell’esecutivo giallo-verde: «Non penso – ha spiegato il senatore del Pd – che si arriverà ad una rottura. Tutti sanno perfettamente che in realtà, in Parlamento, nessuno vuole andare a votare, che Salvini minaccia minaccia minaccia, ma alla fine che cosa ha fatto davvero per cambiare le cose fino a questo momento? Vanno affrontate con forza le vicende dei soldi russi, dei 49 milioni di euro, le contraddizioni di Di Maio… ma penso che ciascun italiano sa che è l’ennesima riproposizione degli ultimi sei mesi».
Di diverso avviso è Giorgia Meloni. La presidente di Fratelli d’Italia, infatti, è convinta che «la possibilità di andare al voto subito c’è ancora», come ha dichiarato a “Stasera Italia” su Rete4. Fra gli scenari alternativi, aggiunge, ci sarebbero «un governo Pd-M5S distante anni luce da ciò che gli italiani vorrebbero, mentre io sono dell’idea che devono essere gli italiani a scegliere chi governa – o – scenario peggiore un patto del Nazareno allargato ai grillini con governo tecnico, cioè lo scenario che abbiamo visto in Europa».

Intenzioni di voto
Al netto di nuovi partiti, se domani si decidesse di tornare alle urne la Lega sarebbe super favorita per guidare un governo di centrodestra. Gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto realizzati dall’Istituto Swg, infatti, vedono il partito di Matteo Salvini saldamente in testa con il 37,8 per cento delle preferenze, con Forza Italia al 6,6 per cento e Fratelli d’Italia al 6,3. Insomma, una coalizione che potrebbe contare sul 50,7 per cento dei consensi.
Intanto, il MoVimento 5 Stelle recupera consensi rispetto all’ultima rilevazione passando dal 17,9 al 18,5 per cento e si riavvicina al Partito democratico che perde mezzo punto percentuale scendendo dal 22 al 21,5 per cento. Nonostante tutto, i dem rimangono il secondo partito, ma soltanto un’alleanza proprio con i grillini (esclusa dai vertici di entrambi i partiti) potrebbe impensierire l’attuale ministro dell’Interno.
Nell’area di centrosinistra, infine, cede terreno + Europa (dal 3 al 2,8 per cento), mentre guadagnano qualche decimale i Verdi e La Sinistra (rispettivamente dal 2,4 al 2,5 per cento e dall’1,8 al 2 per cento delle preferenze).

intenzioni di voto
(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

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