Intercettazioni telefoniche, favorevole il 72 per cento degli italiani

Lo rivela un'indagine realizzata dall'Istituto Swg su cosa pensano i cittadini riguardo a questo strumento d'indagine

intercettazioni telefoniche

Cosa fare delle intercettazioni telefoniche? Di recente il tema di questo strumento d’indagine è tornato agli onori delle cronache dopo il caso che ha visto coinvolti alcuni componenti del Csm. Il Garante della privacy, Antonello Soro, durante un suo intervento sulle intercettazioni mediante captatori informatici (trojan) ha ricordato come il ministro di Giustizia abbia indicato alcune linee di riforma che richiamano alcune soluzioni suggerite dal Garante per limitare l’uso di software-spia. «E’ particolarmente apprezzabile l’idea – ha spiegato Soro – di adottare misure volte ad indirizzare le conversazioni intercettate esclusivamente verso gli impianti della Procura, con adeguati controlli sull’integrità dei contenuti, nonché requisiti tecnici dei captatori tali da garantire che essi si limitino effettivamente ad eseguire le sole operazioni autorizzate». Inoltre, il Garante ha ricordato l’importanza di «un’organica riforma, auspicabilmente estesa, però, alle varie e più complesse implicazioni che uno strumento tanto prezioso quanto invasivo – quale quello delle intercettazioni – ha sul sistema delle libertà individuali».

Ok intercettare, ma attenzione a pubblicare
Il tema della privacy nelle intercettazioni telefoniche, e una loro eventuale diffusione tramite i media è un argomento molto delicato, su cui spesso ci si è trovati a discutere, arrivando anche alla proposta, definita dai media “Bavaglio”, di vietarne la pubblicazione.  Inoltre, si è anche discusso su una loro eventuale limitazione essendo diventate uno strumento d’indagine sempre più utilizzato dagli inquirenti.
Questa opzione, però non sembra convincere la maggior parte degli italiani, come evidenziato da un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg. Più del 60 per cento degli intervistati, infatti, è convinto dei benefici di questo strumento d’indagine. Tuttavia, il 38 per cento ritiene che debbano essere puniti i media che pubblicano contenuti che non abbiano rilevanza penale, mentre il 34 per cento pur convinto sulla necessità delle intercettazioni telefoniche in un’indagine ritiene che queste non debbano essere pubblicate dai giornali. Infine, il 19 per cento considera necessaria una riforma di questo strumento in quanto lo ritiene una pericola invasione della privacy.

intercettazioni telefoniche
(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)
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