Intesa Sanpaolo, fatturato industria resterà stabile in 2019  

Il fatturato dell’industria manifatturiera italiana resterà stabile nel 2019 (+0.2% a prezzi costanti, in media d’anno) ma con andamenti articolati a livello settoriale. Tra i settori best performer troviamo Farmaceutica e Largo Consumo, grazie ai risultati maturati sui mercati esteri, nonostante il rallentamento del commercio mondiale. Particolarmente dinamiche anche le produzioni legate al ciclo delle costruzioni. Lo indica il Rapporto di Intesa Sanpaolo e Prometeia sull’industria ad ottobre 2019.  

Tra i settori meno tonici, gli Autoveicoli e moto e quelli coinvolti nella catena del valore automotive: Metallurgia, Prodotti in metallo, Elettrotecnica, Altri intermedi (gomma-plastica), Intermedi chimici. Le criticità del settore stanno riguardando l’Italia ma ancor più la Germania, che con la sua produzione di autoveicoli attiva una quota considerevole del valore aggiunto dei nostri fornitori. 

Le stime eseguite partendo dalle tavole input-output WIOD (World Input Output Database) individuano l’Italia come il paese che contribuisce maggiormente alla filiera automotive tedesca (con una quota di valore aggiunto del 2.4%), davanti ai paesi dell’Est Europa. Questa posizione di leadership si traduce in un’esposizione non trascurabile al rallentamento tedesco: la Germania assorbe il 20% circa del valore aggiunto che i settori manifatturieri italiani destinano alla catena automotive mondiale (filiera nazionale inclusa).  

Data la diversificazione del nostro tessuto produttivo, che ci consente di servire una molteplicità di paesi e settori, la quota di esposizione verso l’automotive tedesco scende all’1% se letta alla luce del contributo della manifattura italiana all’intera economia mondiale. 

Nel prossimo biennio, l’industria manifatturiera italiana è attesa in moderata crescita (+1.3% medio annuo a prezzi costanti), in progressiva accelerazione, grazie alla ripresa degli scambi mondiali e ad un profilo più espansivo della domanda interna, soprattutto della componente investimenti in beni strumentali. Tra i settori, le prospettive 2020-21 migliorano per gli Autoveicoli e moto e le annesse produzioni intermedie, e restano buone per i settori già dinamici nell’anno in corso, Farmaceutica in testa. La Meccanica, settore di punta della nostra industria, è attesa mantenersi in crescita moderata. 

Lo scenario resta denso di rischi, dal protezionismo a Brexit. L’intensità della ripresa del ciclo manifatturiero dipenderà, pertanto, anche dalla velocità di reazione delle imprese di fronte ad un contesto complesso e in continuo mutamento. Un buon equilibrio finanziario aiuterà le imprese ad affrontare queste sfide. Dai bilanci 2018 emergono conferme di un tessuto produttivo rafforzato su più fronti, dalla redditività alle riserve liquide che rendono più sostenibile l’indebitamento, in maniera trasversale ai settori e alle classi dimensionali. L’evoluzione più favorevole del ciclo manifatturiero consentirà poi, in prospettiva, di migliorare ulteriormente questo quadro.