Invalidità, Pd e Lega a braccetto contro l’Inps

I due partiti politici protestano contro una circolare dell'Istituto di previdenza che introduce incentivi per i medici che revocano prestazioni di invalidità e malattia

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Non capita spesso che chi normalmente è avversario possa diventare alleato… a sua insaputa. Pensare che due partiti come Pd e Lega possano andare d’accordo sembrerebbe assurdo, eppure in questo caso è proprio così. A mettere sullo stesso piano i due avversari è la circolare dell’Inps n.24 del 13 marzo 2018, con cui viene approvato il “Piano della performance” dell’Istituto per il prossimo triennio (2018-2020), riguardo la quale i  due partiti hanno rispettivamente presentato, separatamente, un’interpellanza e un’interrogazione parlamentare.
All’interno della sezione riguardante gli “Obiettivi produttivi ed economico finanziari dei professionisti e medici” al paragrafo 3.1 sulla retribuzione di risultato, si legge come «sono compresi i seguenti obiettivi per il cui raggiungimento professionisti legali e medici svolgono un ruolo decisivo. Per i medici: Vmc – annullamento prestazioni dirette malattia; revoche prestazioni di invalidità civile; azioni surrogatorie. Saranno presi in considerazione i valori nazionali, regionali o provinciali». In pratica, si garantisce ai medici un incentivo in base a quante revoche di prestazioni per invalidità o malattia riusciranno a fare.

L’interpellanza del Pd
A questo proposito il Partito democratico ha chiesto al governo, con un’interpellanza urgente presentata dalla deputata Elena Carnevali, di stralciare la parte relativa agli incentivi economici ai medici dal piano delle performance dell’Inps. Come spiega lei stessa a Momento Italia «non solo noi, ma anche il mondo sindacale, l’associazionismo medico, il mondo anche delle associazioni di tutela delle persone con disabilità sono rimasti sconcertati dall’introduzione di questi criteri. Credo che debbano essere assolutamente altri i criteri che guidano il professionista nella valutazione, che agisce secondo scienza e coscienza e secondo ciò che è stato sottoscritto, come la valutazione oggettiva del paziente». Inoltre, la Carnevali spiega quali sono le proposte alternative del Partito democratico come quella di stabilizzare i medici dell’Istituto: «Molti in questo momento sono liberi professionisti, quindi c’è tutto un tema legato alla stabilizzazione del personale interno dell’Inps». Inoltre, aggiunge, «mi sembra che ci sia una disponibilità anche da parte del mondo dell’associazionismo e di chi tutela le persone con disabilità di poter riflettere con l’Inps su quali devono o possono essere gli indicatori, le valutazioni e che cosa sarebbe doveroso e giusto fare se si vuole raggiungere un criterio di appropriatezza il più possibile adeguato ed aderente».

La risposta del governo
A rispondere all’interpellanza è stato il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Cominardi, che ha riportato le dichiarazioni rilasciate dall’Inps, dopo una richiesta di chiarimenti da parte del governo. «L’indicatore finanziario oggetto dell’interpellanza incide per l’1,7 percento sulla retribuzione totale del professionista. A tal proposito l’Inps ha reso noto che vista la bassa incidenza dell’indicatore in questione sulla prestazione complessiva e dal momento che la valutazione avviene a livello regionale con il contributo di tutti i professionisti, l’azione del singolo professionista, di conseguenza, sembrerebbe non incidere in maniera rilevante sul risultato finale della retribuzione attesa. L’Inps ha peraltro evidenziato che le competenti strutture dell’istituto hanno avviato una puntuale verifica dell’efficacia dell’indicatore in argomento finalizzata a valutarne l’opportunità di una revisione». Il sottosegretario ha poi concluso spiegando che «il governo si impegna a vigilare affinché nella futura programmazione non sia più previsto l’indicatore in oggetto».
Una spiegazione che, tuttavia, non è risultata soddisfacente, come ci spiega la prima firmataria dell’interpellanza: «Abbiamo definito un po’ pilatesco l’atteggiamento del governo, perché l’obiettivo dell’interpellanza era di poter chiedere lo stralcio all’Inps per questa parte del piano delle performance, a cui il governo ci ha risposto con un vedrò, ma siamo abituati da parte di questo governo a vedere che i problemi non si risolvono. Si annunciano, ma non si risolvono. Per altro le motivazioni contenute nella risposta all’interrogazione sono francamente deboli, perché secondo l’Inps se l’incidenza sulla retribuzione totale del professionista è l’1,7 percento, mi sembra una ragione aggiuntiva per stralciare questa parte dal piano delle performance».

L’interrogazione della Lega
Tuttavia, in questa protesta contro l’Istituto nazionale di previdenza, non c’è soltanto il Partito democratico. Nei giorni scorsi, infatti, anche la Lega, con le deputate Laura Cavandoli ed Elena Murelli, ha depositato in parlamento la richiesta di un’interrogazione ordinaria per chiedere al governo di intervenire e bloccare questa disposizione dell’Inps. «Protestiamo – ci spiega Elena Murelli – perché questo è un segno che può causare delle discriminazioni tra medici e le persone che non si vedono riconosciuta la propria condizione di malattia e di disabilità. In questo caso si va ad incentivare il medico che non riconosce la condizione di malattia e disabilità e quindi crea direttamente un pregiudizio nei confronti del cittadino. Secondo noi è bene andare a fare un’analisi di quelle che sono state le malattie, piuttosto che le disabilità, che sono state riconosciute nel tempo perché ci sono dei problemi, però non si può dare un un premio al medico che va a disconoscere queste disabilità e malattie». Una proposta alternativa, ci viene spiegato, sarebbe quella di intervenire sulle liste di attesa: chiediamo al governo di intervenire sulle liste di attesa, quindi premiare i medici che sveltiscono le pratiche per fare le visite, indipendentemente dall’esito positivo o negativo, però almeno in questo caso si vanno ad accorciare quelli che sono i tempi di accertamento. Questa è la controproposta che facciamo». Purtroppo, aggiunge, «non so quanto riusciremo ad intervenire visto che il presidente dell’Inps non è molto a favore e amico del nostro governo – e conclude – Attendiamo l’esito della risposta all’interrogazione, poi cercheremo di programmare con la governance dell’Inps e di intervenire al più presto per non attuare questa circolare fin da subito e cercare di fare una nuova programmazione per il 2019».

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