Isolato a Parma primo virus influenzale della stagione  

Influenza a settembre. Il primo virus della stagione, di specie B, è stato identificato a Parma da un tampone faringeo di una bambina di 6 anni ricoverata nel reparto di Pediatria generale e d’urgenza dell’azienda ospedaliero-universitaria. La piccola paziente – riferiscono dall’ateneo di Parma – era stata ricoverata con febbre e mal di gola riferita a una generica affezione dell’apparato respiratorio, per la quale non era stato formulato un sospetto clinico di influenza.  

Il virus influenzale è stato invece isolato ieri da Flora De Conto e Maria Cristina Arcangeletti e dai loro collaboratori, nei Laboratori di Virologia molecolare e isolamento agenti virali dell’Unità operativa complessa di Virologia dell’Aou parmigiana, guidata da Adriana Calderaro, direttore della Scuola di specializzazione in Microbiologia e virologia e afferente al Dipartimento di Medicina e chirurgia dell’università. Soltanto lunedì, la stessa équipe ha effettuato la diagnosi tempestiva di un caso di Dengue in un altro paziente pediatrico italiano, di ritorno da un viaggio nel Sud-Est asiatico. 

“L’impiego di tecnologie molecolari avanzate, in sinergia con metodi colturali convenzionali, in uso all’Uoc di Virologia dell’Aou di Parma – sottolinea l’ateneo – ha permesso una diagnosi rapida di infezione da virus influenza B. Il virus influenza B, così come il virus influenza di specie A, causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato”.  

“VIRUS NON SOLO D’INVERNO, SERVONO CONTROLLI PRECOCI” – L’isolamento già a settembre del primo virus influenzale della stagione 2019-2020 “è rilevante anche dal punto di vista epidemiologico: dimostra che la circolazione dei virus influenzali non è strettamente limitata alla sola stagione invernale, e ribadisce la necessità di attuare da parte degli specialisti controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce e accurata”. Lo spiegano gli esperti dell’università e dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma. 

“L’elevata variabilità dei virus influenzali, con possibilità di riassortimento genico favorito dal loro genoma segmentato – sottolineano gli specialisti – rende necessario un elevato grado di attenzione da parte degli scienziati specializzati in ricerche su tali agenti e del personale sanitario che si occupa del loro monitoraggio e della diagnosi, per la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie”. 

“PRIMI CASI SPORADICI, CON IL FREDDO SCATTERA’ L’EPIDEMIA” – L’isolamento a Parma del primo virus della stagione influenzale “è spia di come ormai la capacità diagnostica e di sorveglianza in Italia sia diventata tanto sensibile da individuare prontamente i primi casi sporadici. Quando la temperatura diventerà stabilmente più rigida, scatterà l’epidemia stagionale”. A commentare così all’AdnKronos Salute l’identificazione del primo virus influenzale è Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, che per quest’anno stima “6 milioni di italiani colpiti dall’influenza. Una stagione intermedia, dunque, che però non è in anticipo. C’è ancora tutto il tempo per aderire alla campagna vaccinale che ormai è alle porte”.  

“La biologia molecolare dovrà verificare le caratteristiche di questo virus B, che secondo quanto abbiamo visto nell’emisfero australe sarà coprotagonista della stagione insieme ai virus A, preponderanti. Proprio i virus A sono quelli che preoccupano di più noi medici, perché sono quelli che possono creare più problemi negli anziani”, conclude Pregliasco.