Istat, Durigon: «Meno disoccupazione grazie a Quota 100». M5S: «Avanti»

L'ex sottosegretario al Lavoro: «Che piaccia o no è una misura concreta che libera nuovi posti. Auguri ai professori economici italiani ed europei che insieme a Conte e Monti la mettono in discussione»

istat

I dati diffusi dall’Istat sul lavoro, con la disocuppazione in calo, hanno generato delle reazioni nel mondo della politica. Così Claudio Durigon (Lega), ex sottosegretario al ministero del Lavoro: «Nonostante la crescita zero del nostro Paese e la congiuntura economica non favorevole in tutta l’eurozona la disoccupazione in Italia continua a diminuire e aumentano gli occupati. Merito di Quota 100 che come avevamo ampiamente previsto sta, mese dopo mese, innescando un trend virtuoso in tutto il mercato del lavoro.  A tutti i professoroni che dicono il contrario vorrei chiedere il motivo di questi risultati positivi. I dati Istat ci dicono che la disoccupazione è scesa al 9,9 per cento. Si tratta del dato più basso dal trimestre del 2011. Che piaccia o no, Quota 100 è una misura concreta che libera nuovi posti di lavoro di chi è andato in pensione. Auguri ai professori economici italiani ed europei che insieme a Conte e Monti la mettono in discussione».

M5S 
Gonfiano il petto anche i portavoce del MoVimento 5 Stelle in commissione Lavoro alla Camera: «I dati pubblicati oggi dall’Istat ci confermano che le politiche sul lavoro introdotte dal MoVimento 5 Stelle nell’ultimo anno continuano a generare risultati positivi. Il tasso di disoccupazione è in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente sia in confronto a un anno prima. Nel secondo trimestre dell’anno, infatti, continua a calare il numero dei lavoratori a termine e crescono gli occupati a tempo indeterminato. Anche se l’Istat registra una lieve flessione delle ore lavorate su base congiunturale, sono 130 mila in più i posti di lavoro rispetto al trimestre precedente, con 97mila dipendenti permanenti in più. La differenza si riscontra anche rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, 112 mila dipendenti stabili in più a fronte del calo di quelli a termine (-15 mila)».

«L’Istat rivela anche che gli italiani sono più propensi a cercare lavoro utilizzando canali informali, come il passaparola, anche se è in crescita il numero dei disoccupati che ha contattato il Centro pubblico per l’impiego (+1,1 per cento) o le agenzie di somministrazione (+1,6 per cento). Ulteriore conferma che la riforma dei centri per l’impiego portata avanti con il Reddito di Cittadinanza rimane la via maestra per dare ai cittadini il supporto che cercano per intercettare l’offerta di lavoro e garantirgli il reinserimento attivo nella società. Con il ministro Nunzia Catalfo intendiamo proseguire su questa strada, andando a incrementare e rendere più efficace le attuali misure come Reddito e Pensione di Cittadinanza, e procedendo col taglio del cuneo fiscale per i lavoratori e l’introduzione di un salario minimo orario”, concludono i deputati pentastellati».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

15 + 10 =