Istat, in aumento la disoccupazione ma per Di Maio è colpa del Jobs act

L'Istituto di statistica registra, a settembre, un calo dell'occupazione. Critiche le opposizioni, ma per il vicepremier il dato è frutto delle politiche dei governi precedenti

Istat

Il mese di settembre fa registrare un segno meno nei dati sull’occupazione. Come testimonia l’Ista, con il suo rapporto, rispetto agli aumenti del mese di agosto (probabilmente dovuti alle assunzioni di lavoratori stagionali per i mesi estivi) gli occupati calano dello 0,1 percento, pari a circa 34mila unità.

I dati del rapporto
Il calo riguarda sia gli uomini che le donne ed è distribuito nella fascia d’età tra i 25 e i 49 anni. Inoltre, spiega l’Istat, «nell’ultimo mese si stima una netta diminuzione dei dipendenti permanenti (-77 mila) mentre aumentano sia quelli a termine (+27 mila) sia gli indipendenti (+16 mila)».
Il tasso di disoccupazione sale al 10,1 percento, mentre la disoccupazione giovanile aumenta dello 0,2 percento arrivando a 31,6 punti percentuali.
Per quanto riguarda la media del terzo trimestre, invece, «l’occupazione è stabile rispetto ai tre mesi precedenti». Analizzando i dati su base annua «la crescita occupazionale rimane positiva, spinta soprattutto dai dipendenti a termine».

I numeri in Europa
Per quanto riguarda i Paesi dell’aerea euro, invece, il tasso di disoccupazione a settembre è stato dell’8,1 percento, stabile rispetto ad agosto e in calo rispetto all’8,9 del 2017, rimanendo ai minimi dal novembre 2008. Il dato è contenuto nel rapporto dell’Eurostat. L’Istituto di statistica europeo, inoltre, stima che per i 28 Paesi dell’Unione, a settembre, la disoccupazione è stata del 6,7 percento, con valori stabili rispetto ad agosto, in calo rispetto a settembre 2017 e ai minimi dal 2000.
Nel mese di settembre la percentuale più bassa di disoccupazione è stata registrata in Repubblica Ceca (2,3 percento), Germania e Polonia (3,4 percento) mentre la più alta in Grecia. L’Italia, con il 10,1 percento, si attesta a due punti sopra la media dell’eurozona.
Infine, per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, la percentuale nell’Ue è stata, a settembre, del 14,9 percento, in calo rispetto allo stesso periodo del 2017 (16,5 percento), mentre tra gli Stati dell’eurozona è pari al 16,8 percento rispetto al 18,3 dello stesso periodo del 2017.

I commenti
I numeri dell’occupazione in Italia portano con sé numerose critiche al governo Lega-M5S.
L’ex premier, Paolo Gentiloni (Pd), commenta su Twitter: «L’aumento della disoccupazione è allarmante. La crescita zero è grave. Il balcone di Palazzo Chigi è tristemente vuoto».
«La disoccupazione è tornata a crescere a settembre, tornando sopra la soglia del 10% – dichiara in un comunicato il responsabile del Dipartimento di politica economica di Forza Italia, Renato Brunetta – È questo il primo effetto disastroso del Decreto Dignità fortemente voluto dal vicepremier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che lo aveva presentato in pompa magna come il punto di partenza per creare nuovo lavoro, sviluppo e crescita. Anziché produrre più occupati, il decreto ha prodotto invece più disoccupazione».
Tuttavia, il vicepremier, Luigi Di Maio, risponde alle critiche, indicando, come responsabili le politiche dei governi precedenti: «È logico che se stagna il Pil può anche esserci il rischio che aumenti la disoccupazione, ma questo dato è l’ultimo colpo di coda del Jobs Act perché dal primo novembre entra in vigore la nostra norma».

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