Istat, la povertà assoluta è stabile. Gelmini a Di Maio: «Zero risultati»

Secondo l’istituto di statistica si stimano oltre 1,8 milioni di famiglie che versano in condizioni di disagio economico. La Coldiretti: «L'11 per cento della popolazione non può permettersi un pasto adeguato...»

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La povertà in Italia esiste. Si vede e si sente nell’aria. Lo dice l’Istat che stamattina ha diffuso i dati che fanno riferimento al 2018. Secondo l’istituto di statistica, infatti, si stimano oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7 per cento), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all’8,4 per cento), di cui 1,26 milioni di bambini e bambine. Numeri praticamente identici al 2017. Come in passato, l’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma notevolmente superiore nel Mezzogiorno, dove si sale al 10 per cento del totale.      

Critiche al governo 
«Con buona pace di Di Maio, l’Istat conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, che la povertà in Italia non è stata abolita, né le misure di questo governo ridurranno gap Nord-Sud delle famiglie che si trovano in povertà assoluta. Le chiacchiere stanno a zero…così come i risultati», è stato il commento via Twitter di Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia. Sulla stessa lunghezza d’onda Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia: «Sono 1,26 milioni i bambini in condizione di povertà assoluta. In un solo anno circa 50 mila in più. Il governo che voleva abolire la povertà per decreto dovrebbe passare dalle parole ai fatti e accogliere la proposta di Forza Italia: un assegno universale per i bimbi poveri».  

A tavola
I dati dell’Istat sono stati elaborati in tempo reale dalla Coldiretti, che ha messo l’accento sull’alimentazione dicendo che «più di un italiano su dieci nel 2018 non ha risorse adeguate per garantirsi una corretta alimentazione». Quindi «l’11 per cento della popolazione italiana non può permettersi un pasto adeguato almeno ogni due giorni con proteine della carne, del pesce o equivalente vegetariano». Anche a livello continentale le cose vanno male perché «la situazione in Italia è tra le peggiori dell’Unione Europea». 

Spese mediche
Anche la Uecoop ha studiato i numeri arrivando alla conclusione che «una famiglia su 5 in Italia ha difficoltà a pagare cure e assistenza sanitaria con le spese mediche mensili cresciute di quasi il 28 per cento negli ultimi dieci anni». Il quadro, in proiezione futura, è allarmante: «Il bisogno di assistenza è in aumento costante con la popolazione over 65 che entro il 2050 sarà di 20 milioni contro i 13,5 attuali mentre i non autosufficienti diventeranno 5 milioni nei prossimi 10 anni, mentre a oggi i posti letto disponibili a livello nazionale sono poco più di 328 mila. L’invecchiamento progressivo della popolazione pone la sfida di un’assistenza di qualità a lungo termine anche all’esterno del perimetro della famiglia con la necessità di potenziare un sistema di welfare che metta insieme il meglio del pubblico e il meglio del privato con il mondo cooperativo che sta già garantendo assistenza e cura, dentro e fuori le mura domestiche». 

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