Istat, le società estere “ridono” mentre quelle italiane “piangono”

Le multinazionali presenti nel nostro Paese sono in crescita, mentre le imprese italiane all'estero fanno registrare una flessione

Istat

L’Italia fa bene alle multinazionali estere. Lo rivela l’Istat che ha analizzato i risultati delle società che hanno aperto una sede nel nostro Paese. Nel 2016, in Italia, le controllate estere attive erano 14616, con un aumento del 4,3 percento rispetto all’anno precedente e un incremento del fatturato, rispetto al 2015, pari a quasi 10 miliardi e oltre 9 miliardi di valore aggiunto. Tuttavia, i dati riferiti alle nostre società all’estero non sono altrettanto positivi.

I dati dell’estero in Italia
Nel 2016, riporta l’Istat, in seguito a importanti acquisizioni di società a controllo nazionale, le multinazionali estere hanno registrato una crescita di valore aggiunto dell’8,7 percento e delle spese in ricerca e sviluppo, cresciute dell’11,3 percento. Risultati più che positivi se confrontati con i dati relativi al complesso imprese italiane con un + 4,8 e un + 9,3 percento nelle due voci.
Ad aumentare è anche l’occupazione con un + 4,5 percento per un totale di 1,3 milioni di addetti. Il Paese col più alto numero di imprese italiane controllate dall’estero sono gli Stati Uniti con 2429 imprese e quasi 287mila dipendenti.
Inoltre, spiega l’Istat, «le multinazionali estere contribuiscono per il 27% all’export nazionale di merci e per il 46,5 percento agli acquisti dall’estero di merci».

Calo delle imprese italiane all’estero
Per contro, se i dati delle imprese estere in Italia sono più che positivi, quelli del nostro Paese all’estero fanno registrare una flessione.
«Nel 2016 – spiega l’Istat –  la presenza italiana all’estero si concretizza in 22.907 controllate, che impiegano 1,7 milioni di addetti. L’acquisizione dall’estero di importanti gruppi multinazionali a controllo nazionale contribuisce alla significativa flessione, rispetto al 2015, sia degli addetti (-4,7 percento) sia del fatturato (-6,4 percento) realizzato all’estero». Il settore dove si registra la flessione maggiore è quello dell’industria dove si registrano, rispetto al 2015, 49mila addetti in meno. Il calo riguarda anche il fatturato (- 24 miliardi) e il fatturato al netto di beni e servizi (- 6 miliardi). E se gli Usa sono il Paese con più presenza sul nostro territorio nazionale, allo stesso tempo sono anche quelli che attirano più investimenti italiani con quasi 146mila addetti nel settore dell’industria e 108mila in quello dei servizi.

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