Istat, sale l’occupazione mentre frena la produzione industriale

Il rapporto dell’istituto statistico, relativo al secondo trimestre 2018, fotografa una ripresa del mercato del lavoro ai livelli pre-crisi

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Buone notizie sul fronte dell’occupazione. La crisi sembra essere alle spalle. Secondo il rapporto Istat sul secondo trimestre del 2018, infatti, questo periodo si caratterizza per un deciso aumento degli occupati rispetto al trimestre precedente, con un aumento rispetto allo stesso periodo del 2008. Allo stesso tempo diminuiscono disoccupati e inoccupati. A crescere è soprattutto il dato relativo agli uomini, ai giovani tra i 25 e i 34 anni, le persone con un elevato livello di istruzione e i residenti al nord. Inoltre il tasso di occupazione nella fascia tra i 15 e i 64 anni, non destagionalizzato, è tornato allo stesso livello del 2008, al 59,1 per cento.

Cala la disoccupazione
Gli occupati sono aumentati dell’1,7 per cento in un anno, pari a 387 mila individui. Tuttavia, a fronte di un aumento dei contratti a tempo determinato (+ 390 mila) e dei lavoratori autonomi (+ 30 mila), bisogna registrare un calo dei contratti a tempo indeterminato (- 33 mila). Gli occupati tra i 15 e i 34 anni salgono dell’1,9 per cento rispetto al 2017. Riguardo i livelli d’istruzione il tasso d’occupazione dei laureati sale di un punto al 79,8 per cento, dello 0,5 per i diplomati che arrivano al 65,3 per cento e dello 0,9 arrivando al 44,1 per cento per quanti hanno solo la licenza media.
I disoccupati, seppur lentamente, continuano a diminuire per il quinto trimestre consecutivo arrivando a – 34 mila in un anno, pari all’ 1,2 per cento. E se per i laureati il tasso di disoccupazione cala dello 0,4, arrivando al 5,8 per cento rispetto al 2017 come per coloro che hanno un titolo inferiore al diploma (14,9 per cento), rimane stabile al 10 per cento per i diplomati.

Pil al di sotto della media euro
Secondo il rapporto Istat bisogna, inoltre, registrare un rallentamento, se paragonato ai trimestri precedenti, nella crescita del Pil che sale dello 0,2 per cento in termini congiunturali e dell’1,2 per cento su base annua. Un dato che, se confrontato con gli altri Paesi dell’area euro, ci vede ancora inseguire: la media europea, infatti, è cresciuta dello 0,4 per cento negli ultimi tre mesi e del 2,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017.

Si contrae la produzione industriale
Infine, se i dati sull’occupazione sono positivi, bisogna registrare un calo nella produzione industriale. Secondo l’Istat si è trattato di una diminuzione dell’1,8 per cento rispetto a giugno e dell’1,3 per cento rispetto a luglio 2017 (nei dati corretti per effetti di calendario). Si tratta del primo dato negativo da giugno del 2016 e del peggiore da oltre tre anni, rispetto a gennaio del 2015.

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