‘Italia apripista per mondo senza sigarette’  

“L’Italia è un mercato estremamente importante per Philip Morris. Nel 2014 abbiamo lanciato Iqos, il dispositivo a tabacco riscaldato che ora è in 48 Paesi, in due posti nel mondo e uno di questi è l’Italia, a Milano. E’ stata una delle nostre esperienze iniziali che poi ha avuto un enorme impatto sul mercato del tabacco. L’Italia è stata parte del cambiamento per aiutare milioni di persone nel mondo che diversamente continuerebbero a fumare le sigarette tradizionali”. A parlare è Marc Firestone, presidente delle Relazioni esterne di Philip Morris International (Pmi) a margine del suo intervento al Global Tobacco & Nicotine Forum (Gtnf) a Washington, in un incontro riservato alla stampa italiana. 

“Ora circa il 14% dei nostri ricavi netti deriva dai prodotti senza fumo – aggiunge Firestone – A Bologna abbiamo anche il nostro primo e più importante impianto produttivo per prodotti del tabacco senza combustione”.  

Uno dei temi ‘caldi’ dibattuti dagli esperti, medici, addetti ai lavori al Forum americano è quello che sta accendo negli Usa con i decessi e i casi di malattie polmonari legate al consumo di sigarette elettroniche tra i giovani. Un fenomeno che preoccupa ma che non riguarda i dispositivi a tabacco riscaldato come Iqos di Pmi. “L’autorizzazione che abbiamo ottenuto per la commercializzazione di Iqos negli Stati Uniti da parte dell’Fda, l’unico prodotto a tabacco riscaldato che ad oggi ha avuto il via libera – evidenzia Firestone – impone cautela per quanto riguarda la vendita e la comunicazione su questi prodotti perché siano rivolti esclusivamente ai fumatori adulti. Noi supportiamo con forza questo obiettivo puntando su buone pratiche che assicurano che le nostre attività commerciali si rivolgano esclusivamente a chi ha raggiunto la maggiore età”. 

“Come per qualsiasi settore – sostiene – la sfida principale per le innovazioni è riuscire a operare in un contesto regolamentare che sia al passo con i tempi. Il ruolo della regolamentazione è fondamentale per favorire o disincentivare lo sviluppo e il successo di innovazioni a beneficio dei consumatori”, conclude Firestone.