Italia, come cambiare: rivoluzione o riforme?

Un'analisi dell'Istituto Swg ha evidenziato cosa pensino gli italiani riguardo al percorso da intraprendere per cambiare le cose nel nostro Paese

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Gli ultimi tempi hanno visto crescere sempre più il malumore fra la popolazione in Italia. Una situazione riscontrabile, in parte, anche dai vari commenti sui social network. Gli italiani protestano soprattutto per questioni inerenti il lavoro e, negli ultimi tempi in particolar modo, per le vicende che riguardano i flussi migratori, dopo lo stop del vicepremier Salvini alla possibilità che le navi delle Ong attraccassero nei porti italiani (emblematico il caso Sea Watch). Inoltre, non bisogna dimenticare le proteste riguardo la realizzazione, o meno, di grandi opere come la Tav con i vari movimenti a favore o contro l’opera. Il crescere dei cosiddetti haters e l’aumentare del malcontento fa sorgere il dubbio sulla possibilità di una “rivolta” della popolazione ormai arrivata al limite della sopportazione. È questo il quesito a cui ha cercato di dare risposta in una sua analisi l’Istituto Swg: quale strada intraprendere per cambiare il nostro Paese?

Proseguire con le riforme
Per fortuna, nonostante le difficoltà, la maggior parte degli italiani, pur trovandosi in situazioni di difficoltà è convinta che le riforme siano il percorso ideale da scegliere. Ne è convinto, infatti il 58 per cento degli intervistati. Chi, invece, pensa ci sia il bisogno di arrivare a una rivoluzione è il 30 per cento (in aumento di 2 punti percentuali rispetto a febbraio 2019).

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Nessun gilet giallo in Italia
D’altronde, nel nostro Paese movimenti come quello dei gilet gialli in Francia non hanno mai preso piede e, a detta degli intervistati sarà così anche in futuro. Il 50 per cento, infatti, si è detto poco (25 per cento) o per nulla (25 per cento) d’accordo con l’idea di riunirsi in un movimento di protesta simile a quello transalpino, a differenza del 36 per cento degli intervistati che ha ammesso di essere molto (14 per cento) o abbastanza (22 per cento) favorevole alle barricate per arrivare a cambiare le cose nel Paese.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Possibili proteste contro i privilegiati
Uno dei disagi tra la popolazione è quello delle diseguaglianze di reddito, che negli ultimi anni sono andate aumentando. Un altro dei sondaggi dell’indagine realizzata dall’Istituto demoscopico chiedeva agli intervistati se questo possa portare, in Italia, a proteste dei meno abbienti contro i più ricchi e i privilegiati. Questo scenario è stato giudicato probabile dal 50 per cento, contro il 40 per cento che lo considera difficilmente realizzabile.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Contrari ai poteri forti
Infine, l’indagine dell’Swg ha evidenziato come fra la popolazione sia in aumento il malcontento verso i cosiddetti poteri forti. Il 78 per cento degli intervistati (+ 2 per cento rispetto a febbraio 2019), si è detto molto (38 per cento) o abbastanza (40 per cento) infastidito, contro il 22 per cento che lo è poco (16 per cento) o per nulla (6 per cento).

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

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