“Italia vittima di pregiudizi”, e Savona cita Socrate  

L’Italia? E’ vittima di “giudizi negativi prossimi a pregiudizi” da parte di “istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati”. Ne è convinto il presidente della Consob, Paolo Savona, che nel suo discorso al mercato finanziario parla di una “caverna di Socrate” per descrivere l’Italia, dove “le luci fioche della conoscenza che in essa penetrano proiettano un’immagine distorta della realtà”, con un “vociare a senso unico che stordisce”. I giudizi di questi enti, secondo Savona, sono “resi su basi parametriche finanziarie convenzionali che non tengono conto dei due pilastri che reggono la nostra economia e società: la forza competitiva delle nostre imprese sul mercato globale e il nostro buon livello di risparmio”. 

Quelle che giudicano il nostro Paese sono “medie non rappresentative”, che inducono “a una valutazione distorta delle nostre reali condizioni”, che si riflettono “in giudizi negativi sulla solidità del nostro debito pubblico all’interno e all’esterno”, afferma ancora. 

“RIPARTIRE DA INVESTIMENTI” – “La crescita zero ha il suo epicentro negli investimenti e da questi si deve ripartire”. Questa la ricetta del presidente della Consob, secondo cui ne servono “di aggiuntivi nell’ordine di 20 miliardi di euro, utilizzando risparmio interno”, con una “azione congiunta del settore privato e pubblico italiano”.  

DEBITO PUBBLICO E UE – Il debito pubblico italiano per Savona in “gran parte è ora nelle mani degli intermediari nazionali, come banche, assicurazioni e fondi comuni, e in minor misura dell’estero. Il potere di valutare il rischio di rimborso si è trasferito sul mercato senza un adeguato contrasto alla speculazione, che non di rado trova alimento nell’attitudine delle autorità a usarlo come vincolo esterno per indurre gli Stati membri a rispettare i parametri fiscali concordati a livello europeo”.  

BOND – Un titolo europeo privo di rischio, un bond emesso dal fondo salva-Stati Esm, darebbe “un contributo significativo alla stabilità finanziaria” dell’eurozona e potrebbe essere utilizzato per concedere agli Stati dell’eurozona una fonte a basso costo per il rifinanziamento del loro debito pubblico, spiega ancora il presidente della Consob.  

“Oltre all’esigenza di avere una politica che dia fiducia e incoraggi il mantenimento e la formazione di risparmio in tutte le sue forme, nonché il suo incanalamento verso l’attività produttiva, un contributo significativo alla stabilità finanziaria verrebbe dalla creazione di un titolo europeo privo di rischio”, ha spiegato.  

“L’unico safe asset esistente oggi in Europa è di fatto il Bund tedesco”. Ma il sistema è “asimmetrico, dato che l’emissione è controllata da un solo Paese, ma la domanda viene da tutti i membri dell’unione monetaria. Tale asimmetria è un fattore di instabilità del sistema finanziario dell’eurozona. E comporta fughe di capitale durante le crisi, ostacolando il corretto funzionamento della politica monetaria comune”.  

L’offerta di Bund tedeschi, ha continuato Savona, “è sempre più scarsa a causa della politica di avanzi del bilancio pubblico della Germania, mentre la domanda è crescente, sia in Europa che nel resto del mondo. Ne consegue che la liquidità europea, che non riesce ad essere assorbita dai Bund, è spinta verso l’esterno”, principalmente verso i titoli di Stato statunitensi. L’asimmetria e la scarsità del sistema “comportano distorsioni nel meccanismo di trasmissione della politica monetaria all’economia reale, incompatibili con la stabilità monetaria e finanziaria dell’eurozona al di là dei comportamenti dei singoli membri e dei fondamentali delle loro economie”.  

Un European safe asset alternativo ai Bund e ai Treasury Bill e Bond, ha sottolineato il presidente della Consob, “migliorerebbe la razionalità distributiva della creazione monetaria, governerebbe taluni disturbi alla stabilità finanziaria anche provenienti dai debiti sovrani in eccesso, attenuerebbe le divergenze nei tassi dell’interesse all’interno dell’eurozona”. Sul piano operativo, secondo Savona, “si potrebbe utilizzare il potere di raccolta insito nell’Esm, European Stability Mechanism per emettere un titolo avente le caratteristiche richieste da tutti gli investitori globali di liquidità. L’euro ne risulterebbe rafforzato come valuta internazionale”. L’Esm dovrebbe destinare i fondi raccolti con i safe asset “per concedere prestiti agli Stati membri che disporrebbero di una fonte alternativa e a basso costo per il rifinanziamento del loro debito pubblico”.  

Savona ha ricordato che “analisti di mercato, persone in posizione di rilieve nelle istituzioni e singoli studiosi raccomandano questa innovazione”, sostenuta anche dal governatore della Banca d’Italia. E anche la Commissione europea due giorni fa “ha emesso un comunicato sul futuro dell’eurozona nel quale indica la nascita di un safe asset parte essenziale per il completamento dell’unione bancaria”.  

SOVRANISMO – Savona vede nel ‘sovranismo’ una minaccia allo sviluppo degli Stati e i Governi del mondo, a partire da quelli dell’Ue, si devono “assumere la responsabilità di cambiare questo stato insoddisfacente di cose”. Finché, dice Savona, “non si prenderà atto dell’accresciuta interdipendenza tra gli Stati del mondo, prima assecondata e ora svigorita, essi – spiega – tenderanno a chiudersi nella loro dimensione nazionale, peggiorando la prospettive di sviluppo economico e sociale di chi persegue l’isolamento, con riflessi negativi su tutti gli altri”.  

PIL – Per il numero uno della Consob, la caduta strutturale del Pil e dell’occupazione in Italia “hanno radici lontane nel tempo e profonde nella sostanza, ma non contengono nulla di oggettivamente immutabile”. “Non esiste – aggiunge in un altro passaggio – alcun vincolo oggettivo insuperabile alla nostra crescita”.  

“ITALIA E’ RISORSA” – “Per la comunità europea e globale l’Italia – aggiunge – non rappresenta un problema finanziario ma una risorsa alla quale molti Paesi attingono per soddisfare la loro necessità”. Secondo Savona, contrariamente ad altri Paesi, “l’Italia non assorbe flussi di risparmio dall’estero ma ne cede in quantità superiore al suo debito pubblico”.  

CRIPTOVALUTE – “La diffusione delle criptovalute è un’altra esperienza dalla quale trarre insegnamento per proteggere il risparmio. L’ideale, spiega Savona, sarebbe che l’uso di questo strumento, per ora paramonetario se non proprio finanziario, diventi monopolio pubblico, come accaduto per la moneta di base”.  

“Alcuni Stati si stanno muovendo in questa direzione – ha spiegato – ma l’iniziativa privata mostra di essere più pronta a cogliere l’innovazione e a porre il suo dominio su di essa. Se così accadesse il sistema monetario attuale verrebbe sconvolto e il sistema finanziario coinvolto, diverrebbe problematico il controllo della quantità di moneta e, ancora più la sua riconduzione nell’alveo pubblico”. 

TITOLI DI STATO – Sugli investimento in titoli di debito sovrano “è dovere delle autorità di Governo operare per ripristinare il convincimento che essi siano effettivamente ricchezza”, spiega ancora nel suo discorso al mercato. “Le regole e i comportamenti che contrastano con il raggiungimento di questo obiettivo vanno modificati”, aggiunge, spiegando che la fiducia “trova alimento nella crescita reale, che a sua volta la genera se il clima politico e sociale resta favorevole”. 

“POLITICA ABBASSI I TONI” – “E’ compito di chi riveste posizioni di vertice della politica, dell’economia e dei mezzi di informazione rafforzare la luce e abbassare i toni per ristabilire la fiducia sul futuro del Paese”, il monito del presidente Consob 

CONSOB – Per Savona, “lo scopo prioritario” delle azioni della Consob sarà quello del “ripristino della fiducia nel futuro dell’Italia”, cosa che “non può essere perseguita dalla sola Consob”, ma insieme alle altre istituzioni democratiche dello Stato.  

“Le risorse culturali e materiali del Paese sono tali da permetterlo. Ricreando – aggiunge – la fiducia sulla solvibilità finanziaria del Paese si reinnesterebbe il circolo virtuoso dello sviluppo, che non è formato dal solo innalzamento della crescita materiale”. Secondo Savona, “avrebbe così fine quella che è stata definita ‘l’era del risentimento’ in cui viviamo e si recupererebbe ‘l’era delle speranze’ di portare la globalizzazione e le innovazioni tecnologiche al servizio di tutti”. 

 

(Fonte: Adnkronos)