Italia Viva, il nuovo partito di Renzi toglie voti a Pd, FI e +Europa

E' quanto emerge dalle ultime rilevazioni di Winpoll pubblicate dal Sole 24 Ore. Tuttavia, nonostante la scissione tolga voti ai dem, crescono i consensi per la coalizione di centrosinistra

Iva

Quanto vale Italia Viva, il nuovo partito di Matteo Renzi? Secondo un sondaggio realizzato da Winpoll e pubblicato sul Sole 24 Ore il nuovo soggetto si attesterebbe sul 6,4 per cento, andando a recuperare consensi soprattutto da + Europa, Partito democratico e Forza Italia, rispettivamente l’1,8, l’1,6 e l’1,5 per cento.

L’influenza sugli altri partiti
Esaminando più nel dettaglio i dati del sondaggio risulta che «fatto 100 l’elettorato di Italia Viva, il 28,1 per cento sono ex elettori di +Europa, il 25 per cento ex elettori del Pd e il 23,4 per cento ex elettori di Forza Italia. Le provenienze dagli altri partiti e dall’area del non voto sono modeste, anche se sommate fanno pur sempre quasi il 25 per cento».
Per quanto riguarda le conseguenze dirette della scissione dal Partito democratico, dalle rilevazioni di Winpoll risulta che i dem abbiano perso 2,6 punti, passando dal 23,3 al 20,7 per cento. Perdono qualcosa anche gli altri partiti di centrosinistra, ma nel complesso la coalizione di centrosinistra passa dal 27,7 per cento pre-scissione, al 29,7 dopo la nascita di Italia Viva. Per quanto riguarda il MoVimento 5 Stelle si registra un lieve calo dal 15,5 al 15,1 per cento. Nel centrodestra, invece, non ci sono particolari cambiamenti per Lega e Fratelli d’Italia (rispettivamente dal 34 al 33,5 per cento e dall’8,9 all’8,5 per cento), mentre Forza Italia è il partito, nel centrodestra, che subirebbe di più la comparsa del nuovo soggetto politico, passando dal 6,8 al 5,7 per cento.

Partito più forte se fosse nato nel 2012
Tuttavia, secondo il professor Roberto D’Alimonte, il nuovo partito avrebbe avuto molta più forza se Renzi avesse deciso di fondarlo nel 2012 all’indomani della sconfitta alle primarie contro Bersani quando veniva visto come l’uomo nuovo della politica, il “rottamatore”. In quel caso spiega il politologo, Renzi «aveva intercettato lo spirito dei tempi. Avrebbe potuto essere l’antesignano di Macron». La scelta, invece, ricadde sul rimanere nel Pd portando l’ex segretario dem a perdere col tempo «quella carica innovativa che ne aveva fatto di punto in bianco il protagonista della politica italiana».