Ius soli, il ministro Bonafede: «Bisogna dare la cittadinanza a Ramy»

Posizione netta del guardasigilli, in opposizione a quella del ministro dell'Interno Matteo Salvini

«Rispetto il ruolo e la competenza di ogni ministero» ma sulla cittadinanza a Ramy «abbiamo una linea diversa».  A sottolinearlo, nel corso della trasmissione radiofonica “Circo Massimo” è il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. «Questo è un momento in cui il Paese dovrebbe riconoscere un merito importante a un bambino che alla sua tenera età ha dimostrato di essere capace di evitare una tragedia. Bisogna dare la cittadinanza a Ramy», ha detto ancora il guardasigilli.

Lo ius soli, ha spiegato Bonafede, «non ha nulla a che fare con il riconoscimento della cittadinanza per meriti eccezionali» e chiarisce: lo ius soli  «non è nel contratto di governo. Il M5S ha più volte ribadito che la posizione è quella di porre lo ius soli nell’agenda dell’Europa».

Il no di Salvini
Una posizione netta, quella del guardasigilli, ed evidentemente opposta a quella del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ieri aveva dichiarato «a oggi purtroppo non ci sono gli elementi» per concedere la cittadinanza al ragazzo, facendo riferimento a presunti precedenti nella sua famiglia.