La “doggy bag” si rifà il look per combattere gli sprechi alimentari

Il nuovo contenitore si chiamerà "rimpiattino" ed è un'iniziativa dei ristoratori Fipe e del consorzio Comieco

doggy bag

Addio “doggy bag”, benvenuto “rimpiattino”. D’ora in poi si chiamerà così il contenitore per portare a casa le pietanze che non si finiscono al ristorante e avrà le sembianze di due contenitori di cartone molto accattivanti, uno per il vino e l’altro per il cibo. È la nuova sfida che i ristoratori della Fipe lanciano con Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero e riciclo di carta e cartone per combattere gli sprechi alimentari, visto che nel nostro Paese ammontano a 16 miliardi di euro l’anno, laddove ogni famiglia in media getta circa 145 kg di cibo nella spazzatura.

Come nasce l’iniziativa
Chi va al ristorante e non riesce a finire gustose pietanze nel piatto, soprattutto in Italia, infatti si vergogna di chiedere la “doggy bag”, ovvero la possibilità di per portare via il cibo a casa in un contenitore. È motivo di imbarazzo per il 55 percento dei clienti secondo quanto emerge da un’indagine “#Sprecoalimentare, la risposta della ristorazione italiana” condotta tra i ristoratori italiani. E lo stesso atteggiamento riguarda anche il vino che avanza a tavola.
Il “rimpiattino” nasce proprio da questa constatazione, dalla volontà di infrangere tale barriera culturale, attraverso una campagna di sensibilizzazione tra i ristoratori associati alla Fipe che saranno coinvolti in prima persona nel proporre ai loro clienti la possibilità di impacchettare gli avanzi alimentari. Il neologismo, accompagnato dal logo di due piatti sovrapposti, è stato proposto da Lorenzo Farina, un ristoratore che ha pensato a questo nome giocando sul doppio senso giocoso del “rimpiattino”, che al nord è sinonimo di nascondino, con il gesto di rimpiattare a casa il cibo.
Ed è così che la frase “Potrei avere un rimpiattino?” potrà essere presto ricorrente nei ristoranti italiani per portare a casa cibi e bevande avanzati e non consumati. Il nuovo nome è stato svelato durante una conferenza stampa alla presenza del presidente di Fipe Lino Enrico Stoppani, del Direttore Generale di Comieco Carlo Montalbetti, del Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati Filippo Gallinella e della deputata Maria Chiara Gadda, membro della medesima Commissione e firmataria della legge 166/16, nata con lo scopo di ridurre gli sprechi lungo tutta la filiera agroalimentare, favorendo il recupero e la donazione dei prodotti in eccedenza.

Subito in mille ristoranti
«Rimpiattino è a nostro parere una scelta che sintetizza perfettamente lo spirito di questa iniziativa e l’impegno messo in campo dal mondo della ristorazione contro lo spreco alimentare – ha commentato Stoppani – Non un vero e proprio neologismo ma un concetto che riporta alla cultura, tutta italiana, del “rimpiattare”, ovvero del saper rielaborare gli avanzi del giorno precedente perché il cibo non si spreca non solo per ragioni economiche ma per rispetto alla fatica ed al lavoro necessari per portarlo in tavola».
Secondo Carlo Montalbetti: «La sensibilità nel mondo della ristorazione è cresciuta e con questa anche quella dei consumatori che, in modo proattivo, da una parte propongono e dall’altra chiedono sempre più con disinvoltura di portare a casa cibo o vino avanzati al ristorante».
Grazie alla collaborazione tra Fipe e Comieco i “rimpiattini” in carta e cartone arriveranno nelle prossime settimane in 1.000 ristoranti in tutta Italia, mentre altri 30mila sono potenzialmente pronti ad aderire all’iniziativa.

Fonte: AdnKronos

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