La finanza d’impatto come ricetta per una crescita sostenibile

Carla Ruocco: «E' un'alternativa strategica per una moderna politica economica ed una nuova visione di politica industriale»

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E’ stato la finanza d’impatto il tema al centro dell’incontro organizzato a Montecitorio dalla presidente della Commissione Finanze alla Camera dei Deputati, Carla Ruocco. Un incontro che ha analizzato soprattutto i suggerimenti provenienti dal secondo rapporto Ocse,il documento che contiene importanti indicazioni di policy per i governi, volte a implementare politiche di crescita orientate all’impatto sociale ed ambientale e compatibili con i vincoli di spesa pubblica. Punti che sono stati illustrati da Jorge Moreira da Silva e Irene Basile, rispettivamente Director e Policy Analyst della OECD Development Cooperation Directorate.

L’incontro si è aperto con i saluti del presidente della Camera, Roberto Fico, che ha sottolineato come il rapporto Ocse ci permetta di scattare una fotografia per orientarci verso un modello di sviluppo sostenibile, fornendo buone notizie tra cui l’aumento del numero di investitori e di conseguenza di fondi investiti. Sono, infatti, 45 i Paesi che hanno adottato il sistema della finanza d’impatto che, come ha affermato Carla Ruocco «è un’alternativa strategica per una moderna politica economica ed una nuova visione di politica industriale». Il presidente della V Commissione (Bilancio) del Senato della Repubblica, Daniele Pesco, ha poi ribadito che la finanza d’impatto è un tema che si pone al centro delle strategie sulla crescita sostenibile e sui legami tra questa e i vincoli imposti dal fiscal compact .

La discussione
Il dibattito, coordinato da Mario La Torre, professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, già membro della Taskforce G8 sugli investimenti a impatto sociale, ha visto un appassionato Vincenzo Boccia – presidente di Confindustria – che ha confermato l’attenzione del mondo industriale ai temi della sostenibilità e un’apertura a forme di partenariato pubblico-privato. Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, ha evidenziato come lo sport possa essere un potente strumento di finanza a impatto sociale mentre Bernardo Mattarella, ad di Banca del Mezzogiorno, nel ricordare come «La Banca del Mezzogiorno sia geneticamente orientata all’impatto sociale e ambientale» ha illustrato alcune iniziative legislative volte ad affidare alla Banca la gestione di investimenti impact-oriented. Gabriele Todesca– EIF ha sottolineato come gli investimenti a impatto sociale sono una priorità per la salvaguardia del nostro pianeta e ha illustrato i diversi strumenti messi in campo dal FEI, alcuni dei quali concepiti anche per il mercato italiano. Antonella Baldino – Gruppo Cdp – ha ricordato un dato positivo che viene dal lato della domanda: «I Millennials hanno una propensione a investimenti a impatto sociale molto più alta rispetto alle precedenti generazioni». Cassa Depositi è attiva sul fronte impact investments sia sul piano domestico che su quello della cooperazione internazionale.

Mario Baccini, presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, ha ribadito l’apertura dell’Ente a stimolare partenariati pubblici-privati che valorizzino il ruolo del microcredito quale strumento a forte impatto sociale.

A chiudere l’incontro, moderato da Anna Trebbi di RaiNews 24, Giovanni Sabatini – direttore generale dell’ABI – che ha sottolineato come le banche stiano prestando forte attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale e siano pronte ad accogliere la sfida della finanza d’impatto per una crescita sostenibile: «l’ecosistema va tutelato, possiamo farlo solo unendo le forze». E il saluto di chiusura di Carla Ruocco ha lasciato intendere che azioni concrete possano essere messe in atto nel prossimo immediato futuro al fine di definire una strategia nazionale per la finanza sostenibile.

 

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