La mappa delle specie a rischio ‘ultimo San Valentino’  

Il 14 febbraio per gli esseri umani è la festa dell’amore ma per diverse specie quello alle porte potrebbe essere l’ultimo San Valentino. Lo sottolinea il Wwf, che in vista della festa degli innamorati punta l’attenzione sulle ‘coppie’ di specie che rischiano l’estinzione e per le quali potrebbe esserci solo il tempo di un ultimo bacio, prima di sparire per sempre.  

Una delle specie più a rischio del pianeta sono i rinoceronti di Giava (Rhinoceros sondaicus), che cercano di sopravvivere nell’ultima area protetta rimasta. Secondo quanto rivelato dall’ultimo censimento del governo indonesiano, alla fine del 2017 la popolazione dei rinoceronti di Giava era composta di 67 esemplari, fra cui 37 maschi e 30 femmine. La situazione, però, è ancora peggiore per la sottospecie settentrionale del rinoceronte bianco (Ceratotherium simum cottoni), ormai ufficialmente estinta. Dopo la morte in cattività di Sudan, l’ultimo maschio sopravvissuto, ora ne restano in vita solamente due femmine. L’estremo tentativo per evitare la definitiva scomparsa del rinoceronte bianco settentrionale è una difficile e sperimentale tecnica di fertilizzazione in vitro. È comunque importante sapere che il rinoceronte bianco continua a vivere con la sottospecie meridionale, che grazie ai numerosi sforzi dei progetti di conservazione contro il bracconaggio, negli ultimi anni è in aumento.  

Secondo gli ultimi studi sono meno di 100 le coppie di coccodrilli delle Filippine (Crocodylus mindorensis) che questo San Valentino potranno festeggiare il loro amore e la minaccia che rischia di cancellare questa specie dal pianeta è la distruzione degli habitat. Ancora più terribile è la condizione della vaquita (Phocoena sinus), un piccolo mammifero marino molto simile a un delfino, che vive nel Golfo di California e che oggi è ormai quasi estinto. Si stima che in natura ne restino fra i 10 e i 30 individui e a minacciarli siano soprattutto le catture accidentali da parte delle reti dei pescatori. 

Un progetto di conservazione realizzato mediante un programma di riproduzione in cattività e successiva reintroduzione in natura sta cercando di salvare la marmotta di Vancouver (Marmota vancouverensis), una specie di marmotta che vive solo nelle aree montuose davanti alle coste canadesi del Pacifico e che all’inizio degli anni 2000 era ridotta a meno di 20 individui. Un progetto simile sta tentando di mantenere in vita anche riproduzione la tartaruga gigante di Española (Chelonoidis hoodensis), una specie endemica dell’omonima isola delle Galapagos, che negli anni ’70 era sull’orlo dell’estinzione. In quel periodo ne esistevano solo 14 individui, mentre oggi le stime parlano di circa 200 individui in natura. Vive solo nel parco statale di Serra do Tabulero, nella Moleques Island do Sul, nello stato di Santa Catarina in Brasile, invece, la cavia di Santa Caterina (Cavia intermedia): uno dei mammiferi più rari al mondo che conta ormai solo circa 40 individui in natura.  

Le specie che rischiano di sparire per sempre non sono solo animali, ma anche vegetali. Il Sorbo di Scannell è una delle piante più rare al mondo: se ne contano solo 5 individui nell’isola di Ross, nel sud-est dell’Irlanda; mentre la Calamaria sabatina (Isoetes sabatina) è una pianta erbacea perenne, acquatica, con radici che ancorano sul fondo di specchi d’acqua e rarissima. Ormai si trova solo nell’area del lago di Bracciano, vicino a Roma. Queste specie sono davvero al limite della loro sopravvivenza, ma ne esistono anche molte altre che, se non agiamo ora, rischiamo di perdere per sempre. Per aiutare tutte queste specie il Wwf a San Valentino chiede un gesto d’amore verso la natura e per tutte quelle specie che rischiano di non avere più altre occasioni per amarsi, sul sito wwf.it/sanvalentino. 

(Fonte: Adnkronos Salute)