La Reggina ha il suo ‘acchiappasogni’: Guarna imbattuto da 452′

Reggina

Per vivere un sogno devi imparare a scacciare gli incubi. Un po’ come Enrico Guarna, che di mestiere fa l’acchiappasogni. Deputato a proteggere la porta amaranto dai tentativi di tiro a segno degli avanti avversari, l’estremo difensore sta disputando una stagione di grande spessore tecnico.

I DETRATTORI

Il calcio è ricco di luoghi comuni. Si fa presto a costruire l’immagine (in negativo) di un calciatore, un po’ meno a cambiarla. Enrico Guarna di errori tecnici in carriera ne ha commessi. Al pari di suoi compagni che hanno calcato palcoscenici anche più importanti. Ci riferiamo a German Denis, Reginaldo, Marco Rossi, Matteo Rubin, Davide Bertoncini. Il passaggio a vuoto di un portiere, però, è doppiamente amplificato, quasi come se tutte le responsabilità di un gol subito (o peggio di una sconfitta) fossero imputabili ad un quarantesimo delle persone che lavorano per la buona riuscita di un evento. Eppure Guarna ha lavorato in silenzio, con la solita professionalità che lo ha contraddistinto. Anche quando qualcuno gli dava addosso ingenerosamente. Ha fatto parlare i fatti e la sua straordinaria personalità. I detrattori dovranno ora certamente ricredersi.

452′ MINUTI SENZA SUBIRE GOL

Dal gol di Perrotta in poi, Enrico Guarna e i suoi compagni hanno abbassato la saracinesca. Quattrocentocinquantadue minuti senza subire gol, nuovo record del campionato in corso. Come se non bastasse il portiere amaranto è al secondo posto nella speciale classifica dei clean sheets (gare senza subire gol), a quota 13. Più avanti di lui solo Grandi (L.R. Vicenza) e Lamanna (Monza).

DIAMO A ENRICO QUEL CHE E’ DI ENRICO

Se la Reggina per lunghi tratti ha dato l’impressione di essere una macchina praticamente perfetta, capace di affondare al momento giusto e rischiare pericoli zero è merito di mister Toscano e di chi, con abnegazione e sagacia tattica, interpreta il calcio che il tecnico vuole. La sicurezza con cui la retroguardia si prende alcune licenze è dettata anche dalla smisurata fiducia in Enrico Guarna, sempre attento nelle letture verticali e abilissimo quando c’è da giocare la palla con i piedi.

Con un compagno di reparto così per Farroni e Geria apprendere alcuni trucchetti del mestiere è decisamente più semplice.