Latte, la rabbia dei pastori sardi arriva in Parlamento

A rischio 12 mila allevamenti e tantissime famiglie: un litro viene pagato meno di 60 centesimi dalle industrie

latte

I pastori sardi non ci stanno. E continuano a protestare per il prezzo troppo basso del latte ovino e caprino. Un litro viene pagato meno di 60 centesimi dalle industrie, ha toccato anche i 55 centesimi a litro. Domani – martedì 12 febbraio – è un giorno cruciale: una rappresentanza dei pastori sardi si è data appuntamento alle 9,30 davanti a Piazza Montecitorio a Roma, di fronte al Parlamento. Si cerca un dialogo con la politica per invertire il trend. «Non c’è più tempo da perdere nell’affrontare drammatiche emergenze che hanno messo in ginocchio decine di migliaia di famiglie, con gli agricoltori costretti a lasciare le proprie aziende per salvare l’economia ed il lavoro di interi territori. Si tratta ora di affrontare responsabilmente una crisi storica per garantire un futuro ad un settore strategico per il Made in Italy», ha scritto la Coldiretti nel comunicato.

Allevamenti a rischio chiusura
Nei giorni scorsi i pastori sardi hanno avuto una risonanza mediatica importante, gettando il latte per strada, bloccando alcune città dell’isola e coinvolgendo i calciatori del Cagliari, nel centro sportivo di Asseminello. I manifestanti hanno detto che bloccheranno i seggi in tutta la Sardegna per le elezioni regionali di domenica 24 febbraio se i lori appelli non verranno accolti. Del resto, sono a rischio chiusura 12 mila allevamenti della Sardegna dove pascolano 2,6 milioni di pecore. In gioco, di riflesso, c’è anche il futuro di migliaia di famiglie. «Le remunerazioni offerte non sono solo indegne ed offensive per i pastori ma anche illegali perché le norme sulla concorrenza vietano qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi comprese, ad esempio qualsiasi patto che preveda prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione», ha sottolineato la Coldiretti mettendo il focus sui 55 centesimi a litro che alcune aziende hanno imposto al prezzo del latte.  

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