Latte materno, protegge anche dai virus trasmessi dalle zanzare

E' emerso dalle ricerche effettuate nell'ultimo anno presso la Città della Salute di Torino e pubblicate su riviste scientifiche internazionali

latte materno

Il latte materno, anche quello donato e conservato nelle banche, protegge il neonato da infezioni virali pericolose nel periodo perinatale e da nuovi virus emergenti trasmessi da zanzare invasive da poco presenti in Italia. E’ quanto emerge da scoperte effettuate nell’ultimo anno presso la Città della Salute di Torino, pubblicate su riviste scientifiche internazionali: l’attività antivirale contro Cytomegalovirus del latte umano è stata pubblicata sul “Journal Pediatrics Gastroenterology Nutrition”, quella sull’attività anti-Rotavirus (virus delle gastroenteriti) e anti-virus respiratorio sinciziale (la prima causa di bronchiolite nel primo anno di età) verrà a breve pubblicata su “Pediatric Research”.

Dove conservare il latte materno
Attualmente esistono in Europa 238 Banche del latte materno donato, delle quali 37 sono in Italia, che insieme alla Francia e alla Svezia, si colloca al primo posto in Europa. A Torino, presso l’ospedale Regina Margherita della Città della Salute, è attiva dal 1977 una delle più grandi banche d’Europa, che tratta ogni anno oltre 700 litri di latte.

La distribuzione delle banche in Europa è tuttavia ancora disomogenea, ed anche in Italia si calcola che solo un terzo dei 5000 nati/anno con peso inferiore a 1500 g possa disporre oggi di latte donato, con profonde differenze tra Nord, Centro e Sud. Ancor più disomogenea è la distribuzione delle 600 banche esistenti attualmente nel mondo, con gravissime carenze in Africa, Medio Oriente, Europa dell’Est e in alcuni Paesi del Sud America.

Una rete per preservare il latte materno
Dalla regione Piemonte partirà una sfida: la costruzione di un sistema integrato di Banche del latte a livello globale per poter fornire in sicurezza un alimento di qualità anche e soprattutto nei Paesi con risorse limitate, dove questo prezioso alimento può contribuire in maniera determinante alla sopravvivenza ed alla qualità di vita e di salute futura anche dei soggetti più fragili.