Lavoro, Di Maio annuncia il “decreto dignità”

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico spiega il provvedimento che dovrebbe "ristabilire un principio che in questi anni è stato calpestato: il cittadino al centro"

Lo chiamavano “dignità”, è il primo  decreto annunciato dal neo ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, un provvedimento a tutela «dei diritti sociali dei cittadini».
«In questi anni, con la scusa dell’urgenza, sono stati fatti decreti per tutto e per il contrario di tutto. Fondamentalmente, però, sono sempre stati decreti che servivano per fare gli interessi dei partiti o dei loro amici – ha sottolineato il capo politico del Movimento Cinque Stelle in un post su facebook – Pensiamo ad esempio ai decreti banche che hanno salvato delle posizioni di rendita e hanno massacrato i risparmiatori».

Il “decreto dignità” immaginato da Di Maio si basa su quattro punti fondamentali:

  1. Per le imprese l’eliminazione di spesometro, redditometro e studi di settore. «L’era della martirizzazione degli imprenditori è finita – scrive il vicepremier – Ora gli imprenditori avranno lo Stato dalla loro parte».
  2. Disincentivazione delle delocalizzazioni: chi prende fondi pubblici non può andare all’estero. «Se lo Stato ti dà una mano il lavoro lo devi creare in Italia e devi dare lavoro ben retribuito e tutelato ai lavoratori italiani», dice Di Maio.
  3. Lotta alla precarietà. «Il Jobs Act è andato nella direzione dell’eliminazione di diritti e tutele, noi faremo esattamente l’opposto», scrive ancora il ministro.
  4. Stop alla pubblicità del gioco d’azzardo.

«Sono quattro punti fondamentali da cui è necessario partire per ristabilire un principio che in questi anni è stato calpestato: il cittadino al centro – continua Di Maio nel suo lungo post su facebook – Infine nella legge di bilancio di quest’anno si dovrà avviare il fondo per il reddito di cittadinanza in modo da renderlo operativo il prima possibile. Non è possibile che ci sia gente che non riesce a campare mentre c’è chi percepisce pensioni d’oro e vitalizi».

Il lavoro nelle piattaforme digitali
Tra i punti annunciati nel “decreto dignità”, ha fatto particolarmente discutere il capitolo dedicato alle tutele per i cosiddetti lavoratori 4.0 la cui soluzione ora è affidata ad un tavolo negoziale più che a un decreto legge. Il ministro, infatti, incontrando le aziende della Gig economy ha proposto di aprire un tavolo di contrattazione tra i rappresentanti dei riders e i rappresentanti della piattaforme digitali e «chissà che non si arrivi al primo contratto nazionale della Gig economy», ha sottolineato al termine dell’incontro con Deliveroo, JustIt, Foodora, Domino’s Pizza e Glovo. «Mi è stato detto che sono disponibili – ha aggiunto il ministro – Se poi il tavolo non dovesse andar bene interverremo con la norma che avevamo progettato».

 

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