Lavoro e successi: l’uomo fa la differenza nel docufilm di Gatti

La pellicola, realizzata in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo, è stata presentata alla Festa del Cinema di Roma: previste tappe in diverse città

Le riprese del film di Gatti (fonte: https://fattoreumano.inaz.it)

Scambi veloci, ritmi frenetici e linguaggi smodati. Sono alcuni dei canoni che governano oggi il mondo del lavoro, a cominciare dal settore della comunicazione. Ed è proprio da un giornalista, Giacomo Gatti, che è nata l’idea di invertire la tendenza girando un film in cui l’uomo è al centro dell’economia, non come una risorsa a cui attingere, bensì come valore fondante. “Il fattore umano. Lo spirito del lavoro” è solo l’ultima delle tante produzioni di Gatti, docente al Politecnico di Milano, che ha iniziato collaborando con il regista Ermanno Olmi fino a produrre lavori per enti pubblici, aziende, televisioni e personaggi famosi.

Presto anche in tv
I viticoltori del Trentino, gli agricoltori che usano trattori intelligenti, i disegnatori di impianti meccanici e di fumetti, i sommelier del vino e i creatori di startup. A Momento Italia Gatti racconta i retroscena di un documentario che sta facendo il giro delle principali città d’Italia, con proiezioni a invito, e che prossimamente arriverà in televisione: «
Due anni fa fui invitato a parlare del rapporto tra cinema e lavoro dall’Inaz, azienda italiana che progetta software per l’organizzazione del personale e organizza eventi di formazione professionale. Con loro è nata l’idea di cambiare la visione del lavoro nel cinema, spesso tragica o tragicomica, se si pensa ai film di Charlie Chaplin o a quelli con Fantozzi. E in occasione del 70esimo anniversario dalla fondazione dell’azienda, abbiamo voluto costruire un’immagine meno pessimistica del lavoro, ma neanche esageratamente ottimista». Nella stesura della sceneggiatura Gatti è stato affiancato dal giovane Elia Gonella, autore per il cinema e la televisione nonché scrittore di romanzi e racconti. Dopo aver visitato tante aziende in giro per lo stivale la loro attenzione è ricaduta su dieci luoghi in particolare, tra grandi e piccoli centri: Milano, Roma, Napoli, Trento, Gragnano, Biella, Foligno, Arco, Mezzocorona e Cinisello Balsamo.  

I protagonisti 
In un’era dove dominano l’essenzialità, i 140 caratteri di Twitter e in cui l’attenzione del pubblico è sempre fugace, il format delle storie risulta essere vincente nella narrazione di un mondo complesso come quello delle imprese. Il film, realizzato in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo, è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e prevede tappe in diverse città. «
I protagonisti – continua Gatti – sono datori di lavoro e dipendenti, padri di famiglia, persone che sono riuscite a realizzare i loro sogni. Stiamo avendo riscontri più che positivi, con centinaia di prenotazioni per le proiezioni del film. Credo che sia una chiave coinvolgente perché il pubblico può riconoscersi in storie diverse tra loro per territorialità e tipologia. Non vogliamo fare marketing, ma rimettere al centro, come dice il titolo, il fattore umano».

Successi in tempi di crisi 
Lo storico dell’economia Carlo Cipolla scriveva che «non sono i capitali che fanno gli uomini, ma gli uomini che fanno i capitali» ed è in questo senso che nel film si alternano le vicende dei pastifici in Campania a quelle di incubatori per startup in Piemonte. «
Non intendiamo sostituirci a Report – chiude Gatti – ma neanche dire che va tutto bene. Abbiamo semplicemente ritenuto opportuno far sapere, in un momento di crisi, che c’è chi è riuscito ad affermarsi con il suo lavoro riuscendo a dimostrare che l’uomo non è sostituibile dalle macchine, ma può servirsene per fare meno fatica».

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