Festivi, sono quasi 5 milioni gli italiani che lavorano la domenica. Ma è meno della media europea

L'analisi dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre

Mentre si attendono gli sviluppi sulla proposta di legge riguardante le aperture domenicali degli esercizi commerciali, la Cgia di Mestre pubblica un’analisi riguardante il numero dei lavoratori domenicali. Il dato fa riferimento al 2016 e attesta che a lavorare nel giorno festivo della settimana, sono 4,7 milioni di italiani di cui 3,4 sono lavoratori dipendenti mentre i restanti 1,3 sono autonomi.

La ricerca della Cgia
L’analisi dell’Ufficio studi dell’associazione riporta come il settore che vede più lavoratori impegnati la domenica è quello di alberghi e ristorazione che coinvolgono 688.300 persone. Seguono i settori di commercio (579 mila occupati), la Pubblica amministrazione (329.100 impiegati), il settore sanitario (686.300) e i trasporti (215.600 dipendenti).
Il settore turistico/alberghiero è quello che traina il fenomeno, per cui la maggior parte degli occupati si trova suddivisa nelle regioni a maggior vocazione turistica. A primeggiare in questa classifica è la Valle d’Aosta con il 29,5 per cento di occupati sul totale dei dipendenti della regione. Segue la Sardegna col 24, 5 per cento, la Puglia col 24 per cento, Sicilia e Molise, rispettivamente con il 23,7 e il 23,6 per cento degli occupati. Fanalino di coda della classifica la Lombardia col 16,9 per cento di impiegati, mentre la media nazionale è pari al 19,8 per cento.
«La maggiore disponibilità di alcuni territori a lavorare nei weekend – spiega Renato Mason, segretario della Cgia di Mestre – va in gran parte ricondotta al fatto che buona parte del Paese ha un’elevata vocazione turistica che coinvolge le località montane e quelle balneari, le grandi città, ma anche i piccoli borghi. E quando le attività turistico- ricettive sono aperte anche la domenica, i settori economici collegati, come l’agroalimentare, la ristorazione, i trasporti pubblici e privati, i servizi alla persona, le attività manutentive sono incentivate a fare altrettanto».
Secondo il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo, in seguito alle liberalizzazioni del Governo Monti, aumentare le aperture dei negozi durante domeniche e giorni festivi è stato un modo per combattere la crisi: «Con la grande distribuzione e gli outlet che durante tutto l’anno faticano a chiudere solo il giorno di Natale e quello di Pasqua, anche le piccolissime attività, nella stragrande maggioranza dei casi a conduzione familiare, sono state costrette a tenere aperto anche nei giorni festivi per non perdere una parte di clientela».

In Europa si lavora di più
Tuttavia, se confrontata con il resto dei Paesi dell’Unione, l’Italia si ritrova con una media più bassa. Nel 2015, la media dei dipendenti dei 28 Stati dell’Ue era del 23,2 per cento, con la Danimarca a guidare la classifica col 33,9 per cento degli occupati durante la domenica, seguita dalla Slovacchia col 33,4 e i Paesi Bassi col 33,2. La percentuale italiana pari al 19,5 per cento superava soltanto l’Austria e il suo 19,4 per cento di impiegati, la Francia con il 19,3, il Belgio col 19,2 e la Lituania, ultima, col 18 per cento degli occupati.

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