Lavoro, Gribaudo: «I giovani disoccupati pagano propaganda di Salvini»

I dati Istat hanno scatenato una serie di critiche contro il governo. La vice capogruppo del Pd alla Camera: «Avevano promesso miracoli»

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fonte: Facebook @chiaragribaudo

I dati Istat sul lavoro in Italia hanno scatenato una serie di critiche contro il governo. Sotto la lente d’ingrandimento dell’opposizione sono stati messi i numeri della disoccupazione giovanile, salita al 31,4 per cento, in cresciuta dello 0,8 per cento rispetto al mese precedente.

Gribaudo
«Avevano promesso miracoli, un tasso di sostituzione giovani-anziani di tre volte, ma nonostante i pensionamenti la disoccupazione giovanile è tornata a crescere al 31,4 per cento: Quota 100 non funziona e i giovani rimangono a casa. Il Paese è con l’acqua alla gola e il prezzo della propaganda di Salvini lo pagano loro», spiega la vice capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Gribaudo.

Marattin
«In 11 mesi di governo Conte (da giugno 2018 ad aprile 2019), gli occupati totali sono diminuiti di 32 mila unità. I dipendenti a tempo indeterminato sono diminuiti di 1 mila unità e i precari aumentati di 2 mila. Questo i dati Istat appena pubblicati», scrive su Twitter il capogruppo Pd in Commissione Bilancio della Camera, Luigi Marattin.  

Bonifazi
«La disoccupazione giovanile (tra 15 e 24 anni) è salita dello 0,8 per cento tra marzo e aprile 2019 attestandosi al 31,4 per cento. Sostanzialmente un giovane su tre è disoccupato. Caro Di Maio, ministro della disoccupazione, ai nostri giovani serve la dignità del lavoro non il decreto dignità!», è il pensiero social di Francesco Bonifazi, senatore del Pd.

Lorenzin
«Anche i dati Istat ci dicono che non cresce l’occupazione e aumenta la disoccupazione sopratutto giovanile. Senza lavoro non vi è futuro. Il governo litiga su tutto, il debito continua a crescere, l’Italia sbanda senza una visione. E’ tempo di nuovo governo e nuove politiche», spiega l’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che fa parte di Alternativa Popolare.

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