Lavoro, l’Istat rileva 52mila occupati in meno nel terzo trimestre 2018

L'analisi dell'Istituto di statistica evidenzia come il calo riguardi soprattutto i lavoratori nel sud Italia

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Dopo il rapporto sul terzo trimestre che ha visto il Pil del nostro Paese tornare negativo dopo 4 anni, l’Istat pubblica un’analisi sul mercato del lavoro relativa anch’essa al terzo trimestre 2018. Anche stavolta, purtroppo, i dati non sono confortanti. L’occupazione, infatti, diminuisce di 52mila unità rispetto al trimestre precedente, con un calo dello 0,2 per cento. Il dato, spiega l’istituto di statistica, è dovuto al calo «dei dipendenti permanenti e degli indipendenti non compensato dall’ulteriore aumento dei dipendenti a termine». Attualmente, le rilevazioni sulla forza lavoro stimano 23.255.000 occupati, al netto degli effetti stagionali. A diminuire sono soprattutto i lavoratori del Mezzogiorno (- 0,6 per cento), seguiti da quelli del nord Italia (- 0,2 per cento), mentre al centro si registra una lieve crescita pari allo 0,1 per cento.

L’analisi
Nel rapporto, inoltre, si rileva come il tasso d’occupazione sia rimasto stabile al 58,7 per cento, con una crescita tra gli uomini dello 0,1 per cento e una flessione per le donne dello 0,2 per cento. Se nel periodo sono aumentati di 74mila unità (+ 2,4 per cento) i contratti a tempo determinato, allo stesso tempo sono diminuiti quelli a tempo indeterminato (- 98mila, pari a un calo percentuale dello 0,7 per cento) e gli indipendenti (- 28mila, pari a un – 0,5 per cento).
Per quanto riguarda il confronto con lo scorso anno, si registra una crescita di 147mila unità, pari a un + 0,6 per cento, dovuta all’aumento dei dipendenti a termine e degli indipendenti (rispettivamente + 316mila e + 53mila unità), contro una diminuzione dei dipendenti a tempo indeterminato di 222mila unità.

Calano i disoccupati, aumentano gli inattivi
In calo anche la disoccupazione sia per quanto riguarda il confronto col trimestre precedente che rispetto allo scorso anno, a fronte, però, di un aumento degli inattivi concentrati nella fascia tra i 15 e i 64 anni. Confrontando i dati 2018 con quelli del 2017, i disoccupati sono diminuiti di 332mila unità (- 12,1 per cento). Il dato riguarda sia uomini che donne, distribuito per le varie aree geografiche e per tutte le classi d’età. Allo stesso tempo, dopo un calo ininterrotto durato dieci trimestri, sono tornati a crescere gli inattivi (+ 79mila unità, pari allo 0,6 per cento).

I dati sulle imprese
Rispetto al trimestre precedente, i dipendenti dell’industria e dei servizi sono aumentati dello 0,5 per cento. L’aumento è stato del 2,1 per cento se confrontato con l’anno precedente. Le ore lavorate sono crescite dello 0,8 per cento rispetto al trimestre precedente e del 3,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Infine, spiega l’Istat, «continua la flessione del ricorso alla cassa integrazione. Il tasso dei posti vacanti rimane invariato sia su base congiunturale sia su base annua».

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