Lavoro, per rendere al meglio basta sorridere

I benefici di un sorriso nella nostra quotidianità: dalla sfera professionale a quella della salute

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Ridere non fa solo “buon sangue”, ma permette di migliorare la propria quotidianità: team di studiosi hanno dimostrato infatti che basta ridere per migliorare la qualità della vita, la produttività sul lavoro, innescare sane relazioni sociali e perfino dimagrire. Per celebrarne i benefici, il 5 ottobre si è celebrato nel mondo il World Smile Day.

Benefici del sorriso
Secondo studi riportati dal Los Angeles Times condotti dallo scienziato Lee Berk, ridere sviluppa la frequenza ‘gamma’ nel cervello, che produce onde in grado di sincronizzare in maniera concreta l’attività neuronale e sostenere la memoria. Il Washington Post invece scrive di uno studio dell’Università di Oxford, da cui emerge che ridere per almeno 15 minuti in compagnia aumenta del 10 per cento la soglia del dolore. Perfino l’autorevolissimo Time ha riportato lo studio della Western Kentucky University, sostenendo che un sorriso aumenta il numero di “cellule killer”, che difendono il sistema immunitario.
Ma non è tutto: ridere permette di mantenere la forma fisica e stimolare la circolazione. Secondo lo studio riportato da Fox News condotto da Maciej Buchowski, professore alla Vanderbilt University di Nashville, ridere per 10-15 minuti permette di bruciare circa 50 calorie. I ricercatori dell’Università del Maryland inoltre hanno rivelato che i vasi sanguigni di chi guarda uno show comico sono più elastici ed efficienti rispetto a chi non l’ha visto. È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication su oltre 50 testate internazionali in occasione del World Smile Day, giornata che si celebra ogni anno, dal 1999, il primo venerdì di ottobre. L’iniziativa fu dell’artista statunitense Harvey Ball, colui che nel 1963 creò il celebre e inconfondibile design dello smile giallo famoso in tutto il mondo.

Organizzarsi aiuta a sorridere
«Il sorriso – spiega Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia, che utilizza spesso il sorriso nei propri corsi dedicati ai leader per potenziare capacità di resilienza e velocità di risoluzione delle soglie critiche di stress – rappresenta una porta aperta alla relazione e al benessere. Se nasce spontaneo, facilita la disponibilità interiore di chi sorride e quella dell’interlocutore che lo riceve. Se è di cortesia e formalismo non può avere lo stesso effetto. Il nostro corpo e il nostro cervello ricevono l’energia trasmessa attraverso un sorriso vero o intenzionale. Sorridere favorisce sensazioni di benessere. Passare poi dal sorriso alla risata, permette un rilassamento fisico che dissipa le nuvole e permette di ricominciare ad utilizzare la neo corteccia per ponderare soluzioni e uscire dalla reazione emotiva determinata dallo stress della situazione». E aggiunge: «Il sorriso spontaneo nasce più facilmente se si potenzia la propria capacità di organizzare la vita professionale e privata, arrivando a sentirsi bene, vivendo situazioni in cui si possa operare un controllo sostenibile sulle cose, ottenendo un risultato di successo. Più s’accresce la consapevolezza delle proprie capacità con il raggiungimento di risultati positivi, più si tende a sorridere. Quindi tutto il lavoro fatto attraverso il perfezionamento di obiettivi e metodo di lavoro aiuta naturalmente a far nascere il sorriso da offrire a se stessi e al mondo».
Una tesi dimostrata anche dagli studiosi della St. Edwards University di Austin, in Texas, che conducendo uno studio su 2500 impiegati, hanno scoperto che l’81 per cento si dichiara maggiormente produttivo se inserito in un contesto lavorativo dove regna il buonumore.

Fonte: AdnKronos

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