Lavoro, sei donna o del Sud? Il tuo stipendio “vale” meno

Un rapporto dell'Inps sottolinea come più del 40 per cento dei lavoratori dipendenti, nel 2017, abbia avuto una retribuzione inferiore a 15 mila euro. Un dato che incide in modo diverso a seconda del genere e dell'area geografica

lavoro

I dati non lasciano dubbi: se si parla di retribuzioni, in Italia, non c’è granché da sorridere, soprattutto in un periodo di grandi spese com’ è quello natalizio. Pochi giorni fa l’Istat ha pubblicato il rapporto “I differenziali retributivi nel settore privato”, dal 2014 al 2016.  Un report che mette in evidenza come, nel settore privato, la retribuzione oraria vari in base all’area geografica (al nord si guadagna di più, in media) e al genere (le donne sono sottopagate rispetto agli uomini). Dati oggi confermati anche dall’Osservatorio statistico lavoratori dipendenti elaborato dall’Inps.

Nel suo rapporto l’Istituto di previdenza sottolinea come più del 40 per cento dei lavoratori dipendenti, nel 2017, abbia avuto una retribuzione inferiore a 15 mila euro. Un dato che, come detto, incide in modo diverso a seconda del genere (per le donne è il 51,2 per cento contro il 32,2 per cento degli uomini), del territorio (55,1 per cento per Sud e Isole contro il 33,4 per cento del Nord e il 42,1 per cento del Centro) e della cittadinanza (57,4 per cento per gli extracomunitari contro il 38,7 per cento dei comunitari).

Part time o full time
Secondo quanto evidenziato dall’Inps la variabilità dipende in larga misura dalla diversa incidenza, per tali caratteristiche, dei lavoratori full-time/part-time e dei lavoratori a tempo indeterminato/a termine. Esaminando, infatti, esclusivamente i dipendenti full-time retribuiti per l’intero anno si registra una riduzione significativa di queste differenze. È quindi la diversa partecipazione all’attività produttiva (per giornate lavorate o per orari giornalieri) che provoca le differenze primarie nelle retribuzioni annue. Dall’esame della distribuzione per cittadinanza si rileva che il peso degli extracomunitari, nel complesso pari all’8,6 per cento, è nettamente maggiore nelle classi retributive inferiori: 12 per cento nella classe fino a 5 mila euro, 13,9 per cento nella classe da 5 a 10 mila, 10,8 per cento nella classe da 10 a 15 mila e 10,5 per cento nella classe da 15 a 20 mila euro; mentre è del tutto marginale (attorno all’1 per cento) nelle classi di importo più alte (a partire dai 40 mila euro).

Estrazioni ed energia i settori più remunerativi
Gran parte dei dipendenti risulta aver lavorato continuativamente per l’intero anno: la classe modale di importo in tal caso è quella tra i 15 e i 30 mila euro (51 per cento dei dipendenti), mentre circa il 12,6 per cento dei dipendenti presenta una retribuzione pari o superiore a 50 mila euro, continua l’Inps. Sempre con riferimento ai dipendenti full time che hanno lavorato per l’intero anno, quelli con le retribuzioni più elevate (a partire dai 40 mila euro) pesano particolarmente nei settori estrattivo (60,5 per cento), dell’energia (65,9 per cento) e della finanza e assicurazioni (67,6 per cento). Viceversa i dipendenti con retribuzioni più basse (sotto i 25 mila euro) incidono soprattutto nei settori delle costruzioni (46,4 per cento), dell’alloggio e ristorazione (66,1 per cento), delle agenzie viaggio e servizi alle imprese e noleggio (51,6 per cento) e delle altre attività dei servizi (54,1 per cento).

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

otto + otto =