Lavoro, si riduce (di poco) il gap salariale tra uomini e donne

Lo rivela una ricerca dell'Osservatorio Jobpricing che ha analizzato le differenze retributive tra le varie categorie contrattuali

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Quello del gender gap è un problema attuale ed evidente. In media, nel nostro Paese, i lavoratori uomini guadagnano il 10,4 percento in più rispetto alle loro colleghe. A rivelarlo è uno studio effettuato dall’Osservatorio Jobpricing in collaborazione con Progetto Libellula (network di aziende unite contro la violenza sulle donne) che ha analizzato quali sono le differenze salariali tra uomo e donna in Italia. Una disparità che corrisponde a quasi 3mila euro lordi all’anno.
Secondo il Global Gender Gap Report del World economic forum (Wef) l’indice italiano è di poco al di sopra della media (69,2 percento) e molto al di sotto rispetto la media dei Paesi dell’Europa occidentale. L’Italia è all’82° posto nel ranking Wef, preceduta da Messico e Madagascar e seguita da Myanmar e Indonesia.

I dati della ricerca
Nel nostro Paese, in media, un uomo guadagna quasi 30.521 euro lordi l’anno (cifra al di sopra della media nazionale), contro i 27634 euro di una collega donna. Un gap salariale, nel 2017, pari al 10,4 percento, anche se in discesa rispetto all’anno precedente quando la percentuale era del 12,6 percento.
Per aiutare a comprendere le differenze retributive tra uomini e donne la ricerca analizza le opportunità di carriera di quest’ultime, riportando i dati Istat per il 2017. Analizzando le percentuali relative alle donne tra i dirigenti (31 percento), quadri (45 percento), impiegati (57 percento) e operai (35 percento) si evidenzia come la maggior parte dei posti lavorativi, soprattutto quelli di alto grado, sono occupate da uomini. Questo, nonostante in 10 anni ci siano stati alcuni segnali di miglioramento. Rispetto al 2007, infatti le percentuali relative ai dirigenti e ai quadri sono aumentate ognuna di 5 punti percentuali. Inoltre, come riporta la Consob, tra il 2011 e il 2016 la percentuale di donne con un ruolo di consigliere nei cda delle società quotate in borsa è passata dal 7,4 al 31,4 percento.

Differenze di retribuzione
Tuttavia, anche quando riesce a raggiungere posizioni di vertice, la donna risulta penalizzata. Nel 79 percento dei casi analizzati dall’Osservatorio Jobpricing, a parità di ruolo gli uomini ricevono una retribuzione superiore alle donne.
In Italia, una dirigente guadagna in media circa 9mila euro l’anno in meno rispetto a un collega (103405 euro per gli uomini contro i 94315 delle donne). La differenza è di circa 2mila euro per i quadri (54600 per gli uomini, 52494 per le donne), poco più di 2700 per gli impiegati (32289 euro gli uomini, 29513 euro le donne) e quasi 2500 euro per gli operai (25681 per gli uomini, 23183 per le donne).
I ruoli in cui le percentuali di gender salary cap risultano più alte per la popolazione femminile sono tra i dirigenti quello di Direttore del settore vendite Italia (5 percento), tra i quadri quello di Responsabile amministrazione vendite (7 percento) e tra gli impiegati di Specialista amministrazione vendite (10 percento).

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