Lavoro, un salario minimo per una vita dignitosa. La situazione europea

Spesso i costi della vita sono decisamente superiori rispetto alle retribuzioni e quindi anche alle possibilità dei lavoratori di farvi fronte. Un'analisi Eurofond fotografa la realtà del vecchio continente

salario minimo

Sempre al lavoro e sempre più poveri. Oltre al rischio povertà per mancanza di lavoro, si fatica ad arrivare a fine mese pur avendo un impiego. Per contrastare questo fenomeno in Europa, secondo Eurofound, Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, è necessaria l’introduzione di un salario minimo che permetta uno standard di vita dignitoso. In Europa, ventidue paesi hanno introdotto una legge sul salario minimo. Per ora, però, solo il Regno Unito, dopo diverse campagne e iniziative, cerca di calcolare un minimo salariale che tenga conto degli effettivi costi della vita quotidiana.

Retribuzioni insufficienti
I paesi Ue dovrebbero pensare a implementare un livello di stipendio minimo che sia effettivamente calcolato sulle spese reali che un cittadino deve sostenere per permettersi un alloggio, i trasporti, la cura dei figli, beni e servizi di base. Spesso in Europa, i costi della vita sono invece decisamente superiori rispetto alle retribuzioni e quindi anche alle possibilità dei lavoratori di farvi fronte. Anche il potere d’acquisto e il ricircolo economico ne risentono. Un ruolo importante per migliorare le condizioni di vita dei cittadini, sostiene Eurofound nell’analisi, lo dovrebbero giocare le autorità locali iniziando a retribuire i dipendenti pubblici con stipendi dignitosi. Questo potrebbe dare una spinta a cambiare rotta in Europa sulle politiche del lavoro: un impiegato a tempo pieno non può essere a rischio povertà. Negli anni che viviamo di crisi o reduci dalla crisi (per alcuni paesi) la normalità è tentare di sorreggersi in equilibrio come funamboli sul filo delle spese.

Le città grandi le più insofferenti nei costi di vita
A essere più insofferenti rispetto al costo della vita sono i cittadini che vivono nelle città più grandi, come le capitali. A pesare sicuramente sulle spalle dei cittadini è il costo delle case per molti insormontabile. La Commissione britannica, ad esempio, per calcolare un salario minimo dignitoso considera due diversi parametri per valutare il costo della vita a Londra e quello del resto del Regno Unito. Ovviamente per Londra si considerano standard più elevati.

Diverse sono le esperienze di realizzazione di  un reddito dignitoso
In generale anche per i datori di lavoro l’aumento dei salari minimi può funzionare come un incentivo per migliorare l’organizzazione del lavoro, introducendo pratiche di lavoro di squadra, fornendo migliori servizi al cliente, investendo di più nella formazione o nel migliorare lo sforzo e la motivazione della forza lavoro.

Nel 2017 gli importi dei salari minimi, riporta Eurofound, sono aumentati nei paesi dove gli stipendi sono più bassi (es. Romania salario minimo salito a 407 euro, Bulgaria a 260 euro), diminuiti invece in Paesi come il Lussemburgo dove però il reddito minimo è di 1.998,6 euro, il più alto d’Europa. Tra i salari più alti seguono poi l’Irlanda (1.614 euro), i Paesi Bassi (1.578 euro), il Belgio (1.562), la Francia (1.498 euro) , la Germania (1.497.8 euro), e Regno Unito (1.462 euro). La Grecia con un salario minimo di 683 euro è l’unico paese che rispetto al 2010 ha registrato un calo del 22 per cento sullo stipendio base.

In alcuni paesi Ue si susseguono discussioni e proposte nazionali anche sulla previsione di livelli di salario minimo che siano differenti in considerazione delle regioni, dei settori economici e dei gruppi di lavoratori. Misure, per ora, però implementate solo a Malta.

In generale, in Europa il divario tra i livelli salariali degli stati membri resta ancora grande:  si passa dalla Bulgaria con 260 euro di stipendio base al Lussemburgo con quasi 2.000 euro.

 

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